Ebrei salvati anche dai musulmani
Oggi inaugurazione della mostra di Istoreco e il ricordo di Ida Liuzzi
ALBINEA. Un ricordo dei musulmani che salvarono ebrei durante la guerra, e un omaggio a una vittima reggiana del nazismo. Oggi alle 11 nella sala civica di Albinea inaugura la mostra “Giusti dell’Islam”, un’esposizione promossa dal Centro di cultura e attività missionaria Pime di Milano e sponsorizzata dalla Regione Lombardia che sarà visitabile fino al 31 gennaio.
Al taglio del nastro prenderanno parte il sindaco Nico Giberti, Matthias Durchfeld di Istoreco e Simone Varini, presidente Anpi di Albinea. I giusti fra le nazioni sono persone di origine non giudaica che durante la Shoah hanno salvato ebrei, e tutte le loro storie sono omaggiate allo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme. Fra questi giusti, anche tanti musulmani, che non guardarono certo alle differenze religiose: «Quelle dei Giusti dell'Islam sono storie dimenticate – fa presente il sindaco Giberti – che la diffidenza fomentata dai conflitti attuali rischia di cancellare. Ripartire dalle loro vicende può aiutare a superare i pregiudizi e la retorica e a porre l’accento sui valori che anche oggi possono favorire il dialogo tra diverse identità».
La mostra è stata realizzata in collaborazione con Istoreco e durante i lavori sono stati scoperti dettagli interessanti su una storia locale, quella di un’anziana ebrea reggiana, Ida Liuzzi, che si era rifugiata a Borzano per sfuggire alla cattura dopo l’applicazione delle leggi razziali. La Liuzzi si è nascosta per mesi in un fienile a Borgo, un gruppo di case non lontano da Borzano, dove è morta nell’agosto 1944 a causa di un malore. Sino a pochi mesi non c’erano però conferme sulla sua fine, ora trovate grazie a Franco Fontani, il figlio del postino di Albinea e postino a sua volta. (adr.ar.)
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