Festa per i 100 anni di Bruna la sarta
Con ago e filo era la più richiesta dai negozi d’abbigliamento cittadini: ieri la festa a Villa Erica
REGGIO EMILIA. Festa grande ieri pomeriggio a Villa Erica – nel quartiere di San Prospero Strinati – per il compleanno centenario di Bruna Fornaciari. Attorno ad una tavola imbandita, sulla quale giganteggiava una enorme torta con tante candeline accese e la scritta a caratteri cubitali “100 Auguri”, si sono ritrovati gli ospiti della casa protetta che l’hanno applaudita e incoraggiata.
Lei, visibilmente intimidita, ha accettato i complimenti con un sorriso dietro al quale ha cercato di celare il tumulto delle emozioni. La cornice era composta da larga parte dei 48 anziani che vivono nell’hospice – in massima parte donne - che conta quasi esclusivamente persone dagli 85 anni in su, e fra le quali c’è pure una signora, Alleanza Notari, che di anni ne ha già compiuti 104.
A Villa Erica evidentemente si respira un’aria buona e si gode di un’ottima assistenza. Accanto alla festeggiata, che per l’occasione mostrava con orgoglio un fiocco colorato fra i capelli bianchi, nipoti e pronipoti (Silvia, Valeria, Nicolò, Isotta) che insieme agli altri hanno alzato i calici per un brindisi beneuagurante.
Bruna Fornaciari è in effetti una figura abbastanza nota fra i reggiani di non più giovane età. «Quando era ragazza – racconta la nipote Maria – aveva imparato a fare la sarta, un mestiere appreso in famiglia. I genitori abitavano in via Fratelli Rosselli e il papà era calzolaio mentre la mamma, che era impegnata nei lavori di casa, le aveva dato lezioni di cucito. È stato ciò che ha caratterizzato tutta la esistenza». «Sino a tre anni fa – raccontano le assistenti di Villa Erica dove la signora Bruna è approdata ormai vedova e senza figli – era capace di rammendare gli strappi e cucire gli orli. Da allora ha però rinunciato».
Ok. Ma prima che signora artista è stata! Le migliori boutique reggiane si sono avvalse infatti della sua bravura per addobbare e arricchire le vetrine che si affacciavano sulle vie del centro. La Parisienne, Sergio, Il Gran Duca – per fare qualche esempio – proponevano i suoi abiti alle signore reggiane più eleganti. È stata in pratica una progenitrice di quella scuola dell’abbigliamento che ha avuto altre illustri rappresentanti nella nostra città. Al traguardo del secolo sono forse i suoi più ricordi più belli. (l.v.)
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