Gazzetta di Reggio

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«Il cervellone non serve a spiare gli autisti»

di Luciano Salsi
«Il cervellone non serve a spiare gli autisti»

Il direttore generale di Seta dopo lo stato di agitazione dei sindacati: «Si accerteranno le violazioni»

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REGGIO EMILIA. Seta non si scompone di fronte alla rivolta degli autisti, che l’accusano di spiarli dall’alto tramite il satellite. «L'utilizzo del sistema di monitoraggio satellitare degli autobus – risponde il direttore generale Roberto Badalotti – è finalizzato al miglioramento qualitativo del servizio: il suo impiego va a beneficio della gestione operativa dei mezzi, nell’interesse dell’azienda, dei lavoratori e degli utenti. L’eventuale impiego per rilievi di natura disciplinare è regolato dalla legge e verrà disposto da Seta esclusivamente per accertare la violazione degli obblighi in capo ai conducenti (quali, per esempio, gli anticipi di passaggio alle fermate)».

Gli autisti sono avvisati: se arrivano alla fermata con un ritardo immotivato o, ancor peggio, se passano in anticipo lasciando a piedi qualche passeggero, non sfuggiranno alla punizione. Infatti dalla torre di controllo di via del Chionso vengono costantemente monitorati tutti gli 810 autobus. I loro movimenti sono visualizzati in tempo reale su un pannello luminoso. Il sistema di localizzazione Avm era già stato messo a punto per perfezionare il servizio sotto il profilo tecnico. Successivamente il decreto legislativo 151, emanato nel quadro del Jobs Act, ha consentito di utilizzarlo per il controllo disciplinare a distanza, che era vietato dallo Statuto dei lavoratori. Ma quando lunedì Seta ne ha dato comunicazione con un ordine di servizio, la reazione non s’è fatta attendere. Il giorno dopo i sindacati hanno proclamato lo stato d’agitazione. È l’ennesimo braccio di ferro con l'azienda, che respinge l’accusa di avere comminato sanzioni ancor prima di avvisare i conducenti del cambiamento. «La circolare diramata al personale – spiega Badalotti – ha lo scopo di informarli compiutamente sulle nuove disposizioni normative che li riguardano, a tutela dei loro diritti e senza alcun intento o volontà vessatoria. A conferma del nostro intento propositivo, finalizzato ad ottimizzare la gestione del servizio, confermiamo che ad oggi nessun procedimento disciplinare è stato avviato in tal senso». Seta precisa, inoltre, che le informazioni fornite dal sistema possono essere utilizzate a scopo disciplinare nel rispetto della privacy. Gli autisti sono obbligati a verificare che l’Avm funzioni e a segnalare ogni eventuale guasto. I sindacati contestano altresì il divieto di usare in qualunque modo il cellulare durante la guida degli autobus. Non si limitano a criticare, sul piano del metodo, la mancata consultazione. Si appellano anche al codice della strada, che consente agli automobilisti di telefonare con l'auricolare o il viva voce. «Il nostro regolamento - ribatte Seta - è più restrittivo perché dobbiamo evitare qualunque distrazione».

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