In arrivo i fondi per aiutare la montagna
Il presidente Stefano Bonaccini garantisce nuovi interventi per il turismo, le infrastrutture e la difesa del territorio
CASTELNVO MONTI. «Basta far passare la montagna come zona disagiata. E’ un territorio ricchissimo che ha grandi potenzialità». In queste parole del presidente della Regione Stefano Bonaccini sta il tono generale della 13.ma “Conferenza regionale per la Montagna” andata in scena ieri al Teatro Bismantova.
Una giornata che ha voluto trasmettere soprattutto una visione positiva dei territori appenninici, e che ha segnalato una attenzione alta da parte della Regione che ha in programma forti investimenti su queste aree. La conferenza ha visto un Teatro Bismantova gremito, con la presenza insieme a Bonaccini degli assessori regionali Paola Gazzolo (Difesa del suolo, protezione civile, politiche ambientali e della montagna), Simona Caselli (Agricoltura, caccia e pesca), Andrea Corsini (Turismo e commercio), Palma Costi (Attività produttive, piano energetico, economia verde), Raffaele Donini (Trasporti, reti infrastrutturali materiali e immateriali, agenda digitale), il presidente della Provincia di Reggio Giammaria Manghi.
Insieme a loro amministratori di tutte le zone montane della regione, esponenti di Anci, Uncem, delle categorie economiche e sociali delle nove province emiliano romagnole.
A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Castelnovo e presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano Enrico Bini: «Oggi la montagna può davvero – ha detto – essere una risorsa preziosa per tutta la regione, può essere il luogo promotore di un nuovo modello di sviluppo».
Manghi ha sottolineato «come il processo di riordino istituzionale attualmente in corso consegni all’Appennino emiliano-romagnolo opportunità e sfide di portata storica».
Paola Gazzolo, che ha poi coordinato l’intera mattinata, ha posto l’attenzione sul fatto che «oggi vivere e lavorare nelle zone di montagna può diventare molto competitivo. Ovviamente un obiettivo forte della Regione è anche il contrasto al dissesto idrogeologico sulle 79 mila frane censite in Emilia Romagna di cui il 45% attive».
Simona Caselli ha aggiunto che «le risorse messe a bando sull’agricoltura in montagna nel 2015 sono ingenti, ammontano complessivamente a circa 184 milioni di euro. Le domande sono state alquanto numerose e segnalano un dinamismo del settore, con molte richieste di insediamento di nuove aziende da parte di giovani». Corsini ha parlato di turismo, evidenziando come «il 2015 abbia fornito dati positivi, con 1,5 milioni di turisti in più, e di questi un terzo ha scelto di recarsi nelle zone di montagna». Donini ha spiegato le scelte per «un forte impegno alla diffusione della banda ultralarga: il nostro obiettivo è di fornire una banda a 30 mega al 100% della popolazione regionale entro il 2020».
Palma Costi ha posto l’attenzione sulla montagna come «bacino straordinario per le fonti energetiche alternative».
Le conclusioni sono state a cura di Bonaccini: «Come Regione crediamo con forza nella montagna. Abbiamo delle caratteristiche che si esprimono in modo particolare nelle aree montane che ci pongono ai vertici mondiali: la produzione agroalimentare ad esempio. Agricoltura e cucina una volta erano considerati settori umili, oggi sono trend molto forti e con forte appeal sui giovani. I settori turistici che segnano la crescita maggiore sono quello culturale e quello legato al wellness, e in questo la montagna ha delle potenzialità enormi, ora con l’area Mab Unesco anche attraverso canali internazionali riconosciuti. Il primo obiettivo deve realmente essere che le persone che vivono qui vogliano rimanere a viverci e lavorarci, ed altre siano invogliate a farlo».
E sulla tenuta dei servizi ha concluso: «Non chiuderemo nessun ospedale, questo lo garantisco. Andremo ad ammodernare i servizi esistenti. Sappiamo che gli ospedali di montagna hanno un ruolo peculiare di tenuta sociale, ma ovviamente vogliamo dei servizi che offrano garanzie di qualità. Su questo ci troveremo attorno ad un tavolo con voi rappresentanti delle aree montane e l’assessore Venturi per individuare gli investimenti che dovremo fare».
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