L’addio a Enxhi, “guerriera” di 21 anni
Folla, lacrime e messaggi delle amiche ai funerali della ragazza morta per una malattia. Lascia i genitori e due sorelle
SCANDIANO. «Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicini per porgere l’ultimo saluto alla nostra piccola guerriera». Queste le uniche parole pronunciate dal padre di Enxhi Sefa, sulla tomba della figlia prima della inumazione della salma. Parole accolte da un commosso applauso di tutti i presenti, quasi un migliaio di persone, seguito dal lancio di alcuni palloncini bianchi.
A interrompere il silenzio durante la sepoltura della ragazza di 21 anni, stroncata da una lunga malattia, solo il pianto della madre e della zia che, in albanese, hanno più volte chiamato la loro “piccola Enxhi” abbracciando la bara bianca, quasi non volessero lasciarla andare per la definitiva sepoltura.
Quando alle fine gli addetti del cimitero hanno calato la bara bianca nella tomba scavata nella nuda terra, le amiche e compagne di scuola hanno coperto la bara con un lenzuolo al quale erano attaccate tante foto dei momenti belli vissuti con Enxhi e la scritta “Non ti dimenticheremo mai” mentre tutti i presenti non riuscivano a trattenere le lacrime. Poi, uno alla volta, prima il padre Bujar, poi la madre Majlinda e quindi le sorelle Eliana e Sara e il fidanzato Denis, hanno raccolto un pugno di terra e l’hanno gettato sulla bara, seguiti poi dalle tante amiche di Enxhi e dai colleghi del padre, dipendente della ceramica Casalgrande Padana e volontario della Croce Rossa.
La notizia della morte di Enxhi Sefa, avvenuta mercoledì sera, all’ospedale Santa Maria di Reggio, ha suscitato grandissimo cordoglio in tutto il paese e nei dintorni anche se le amiche sapevano da tempo della malattia che aveva colpito la ragazza circa due anni fa.
Lei non ne faceva mistero e tutti coloro che le sono stati vicini l’hanno sempre incoraggiata ma, a loro volta, sono stati testimoni della grande forza di carattere di Enxhi che, nonostante le dolorose cure chemioterapiche alle quali doveva sottoporsi periodicamente, dimostrava sempre con la sua serenità e il suo sorriso.
Sul suo profilo di Facebook, poi, Enxhi non aveva timore di commentare la sua condizione e, con grande coraggio, ha sempre affrontato la malattia nella convinzione che, alla fine, avrebbe “vinto” la sua battalia.
«Donna tu puoi vincere,devi solo crederci... – scriveva in una sua poesia nel novembre scorso – Fortemente puoi rinascere... puoi vivere sognando ancora... puoi vivere senza paura... e poi l'amore vero arriverà! Donna puoi rinascere e tornare a piangere... ma soltanto di Felicità... Il nero delle vecchie storie... verrà dipinto da un colore che azzurro come il cielo sembrerà!».
Tanti i messaggi inviati dalle sue amiche: tutte ricordano la grande forza, il coraggio, il sorriso di Enxhi, anche nei momenti più difficili della malattia, nella speranza o nell’illusione di farcela e poi nel dolore del saluto che Enxhi non ha fatto in tempo a mandare su Facebook alle sue amiche. Ma nel suo ricordo continua l’impegno da parte della famiglia che, ringraziando il personale medico che ha assistito la loro “guerriera”, hanno chiesto che eventuali offerte vadano al centro oncoematologico dell’ospedale di Reggio e al Grade. (f.d.)
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