La Regione: «Il castello non deve chiudere»
L’impegno di Bonaccini e dell’assessore Corsini per tutelare e valorizzare lo storico edificio
CANOSSA. La presenza alla conferenza sulla montagna del presidente della Regione Stefano Bonaccini, e dell’assessore regionale al turismo, Andrea Corsini, è stata anche l’occasione per affrontare la situazione del Castello di Canossa, uno dei monumenti storici e delle attrazioni turistiche più importanti del Reggiano per il quale però, dal prossimo 29 febbraio, è previsto un drastico ridimensionamento, con la chiusura (già ora) del ristorante, parcheggi, bagni e le visite possibili solo telefonando al custode. O forse non sarà così? Le parole di Bonaccini e Corsini sembrano lasciare uno spiraglio: «E’ impensabile rinunciare ad un patrimonio come il castello di Canossa – ha detto Bonaccini – abbiamo esempi straordinari dell’attrattività turistica dei castelli: il circuito dei castelli di Parma e Piacenza riesce ad attrarre più di 50mila visitatori paganti all’anno. Pensare ad una chiusura di Canossa è grave. Ci impegneremo direttamente per far sì che questo non avvenga, perché i simboli devono essere tenuti in vita, rappresentano la forza di un territorio». E infatti di turisti all’anno, Canossa ne richiama circa 20mila, tra italiani e stranieri. Anche Corsini ha ribadito questo impegno, non sottovalutando però che accanto agli aspetti turistici ce ne sono anche altri su cui intervenire: «Il castello di Canossa è assolutamente da recuperare, è fondamentale per la promozione turistica. C’è da porre attenzione anche alla situazione della stabilità strutturale del castello, con i calanchi che sono vicini alla struttura e quindi sarà necessario ipotizzare un intervento di consolidamento. Credo sia importante che sul tema ora si stia interessando anche il ministro Delrio, visto che il castello è di competenza diretta della soprintendenza».
Delrio starebbe valutando insieme al ministro Franceschini le possibilità di sostenere interventi sull’area del castello che rientrino nel decreto Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali). Il castello di Canossa dal 1878 è di proprietà dello Stato italiano, che lo ha dichiarato monumento nazionale, così come il museo Naborre Campanini che ha sede nell’area dell’antico castello e che ospita reperti provenienti dagli scavi eseguiti negli anni 1877 e 1893. L’assessore Corsini ha anche detto che si attiverà in accordo con Provincia e Comune, per cercare di mantenere visitabile il sito: «Credo sia davvero essenziale superare i problemi che hanno portato all’attuale situazione. I visitatori a Canossa ci sono e ogni anno sono tanti e credo che sia non solo per il castello in sé, ma anche per il suo valore di simbolo di un sistema di pievi e castelli che ha segnato la storia e lo sviluppo di un territorio molto ampio. Va mantenuta l’apertura, ed anzi sono necessarie azioni per valorizzare ancora di più questo luogo storico conosciuto in tutta Europa». (l.t.)
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