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Sciopero bianco per i docenti senza paga

Sciopero bianco per i docenti senza paga

Si valuta l’ipotesi di andare in classe senza fare lezione. La Cisl: «Da mesi segnaliamo il problema»

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REGGIO EMILIA. Sono ancora molti i supplenti senza stipendio dall’inizio dell’anno scolastico. Qualcuno ha ricevuto i corrispettivi di settembre e ottobre, ma non quelli dei mesi successivi; altri, invece, hanno avuto gli arretrati alla vigilia di Natale. E a Reggio i casi sarebbero centinaia. È la Cisl Scuola Emilia Centrale a tornare ancora una volta sui pagamenti “a singhiozzo” dei supplenti, che stanno valutando clamorose forme di protesta come lo “sciopero bianco”, cioè andare in classe senza tenere la lezione.

«Ormai non sappiamo più quali parole usare – dichiara Monica Barbolini, segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – Ci sono insegnanti che non hanno nemmeno i soldi per pagarsi la benzina o i mezzi pubblici per raggiungere le scuole in cui lavorano. Alcuni sono talmente scoraggiati che minacciano di non recarsi più a scuola, ma così facendo rischierebbero di perdere la cattedra».

Dalla Cisl Scuola Emilia Centrale aggiungono che le segnalazioni su questa situazione a chi di dovere sono costanti. Ma finora non è mai cambiato nulla: «Continuiamo a segnalare questi problemi agli Uffici scolastici provinciale e regionale – continua Barbolini - ma tutti si rimpallano le responsabilità. Dimostra di essere davvero un pessimo datore di lavoro uno Stato che minaccia di licenziare gli assenteisti in 48 ore, ma da cinque mesi consecutivi non corrisponde il salario dovuto a tanti docenti che educano e istruiscono i nostri figli».

Neppure l'ultima tranche, pagata il 19 gennaio a 132 mila aventi diritto, infatti, ha risolto il problema. Gli arretrati continuano ad essere corrisposti con il contagocce. E, nella migliore delle ipotesi, rimane ancora scoperto almeno dicembre. Nè si capisce con quale criterio sia stata data la precedenza ai meno sfortunati. Fra le centinaia di casi presenti nella nostra provincia, la maggioranza riguarda insegnanti donne provenienti da altre regioni, perlopiù dal Meridione, obbligate a sostenere le spese dell'affitto e del proprio mantenimento con il denaro anticipato dalla famiglia d’origine o dal coniuge. Molte hanno anche figli da mantenere. Ciò che la fa maggiormente indignare è che il Governo ha comunque trovato il denaro per corrispondere ai docenti di ruolo il bonus di 500 euro da spendere per l'aggiornamento.

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