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«Canossa, un riferimento per gli studiosi»

«Canossa, un riferimento per gli studiosi»

La sezione reggiana di Storia Patria preoccupata per il castello valorizzato da Gaetano Chierici

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CANOSSA. Mentre il ministro dei Beni culturali sta sistemanto il nuovo ordinamento per la gestione del patrimonio culturale italiano con la creazione dei “Poli museali regionali” distinti delle Soprintendenze e dalle gestioni autonome dei grandi musei e siti archeologici, continuano le prese di posizione di enti ed amministrazioni per chiedere che l’antico castello di Matilde possa restare aperto ai turisti e continuare la sua funzione di centro di studi medievali e di laboratorio di cultura e di stori per tutte le età.

Anche la Sezione di Reggio Emilia della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi esprime «la più viva preoccupazione per la situazione in cui si trova il Castello di Canossa» in attesa che il nuovo “Polo Museale regionale” di cui Canossa ora fa parte, trovi quanto prima una soluzione per l’apertura.

«Infatti, la storica Rocca e la contessa Matilde sono sempre state oggetto di approfondite ricerche da parte dei soci della Deputazione, sin dalla sua istituzione avvenuta nel 1860; i loro contributi, raccolti in importanti pubblicazioni, costituiscono ancora oggi preziosi punti di riferimento».

«Va ricordato che si deve a don Gaetano Chierici – socio fondatore della Sezione Reggiana della Deputazione di Storia Patria – l’avvio degli scavi a Canossa con importanti ritrovamenti. Canossa rappresenta dal punto di vista storico e architettonico un'emergenza di particolare rilevanza, come ha evidenziato il recente Convegno di studi “Canossa: segno simbolo storia” La sezione Reggiana della Deputazione di Storia Patria sollecita il Ministero e le istituzioni – conclude il comunicato – affinché il Castello possa continuare ad essere meta di visitatori - italiani e stranieri - e di studiosi, dichiara la propria disponibilità a contribuire ulteriormente alla sua conoscenza e valorizzazione ».

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