Fusione dei tre Comuni: referendum entro l’anno
Campegine, i sindaci sperano in una accelerazione del processo d’accorpamento per eleggere il nuovo consiglio già nel 2017, quando scadrà il mandato di Cervi
CAMPEGINE. Referendum per la fusione entro la fine dell’anno ed elezioni nel 2017. Si augurano tempi rapidi, i promotori del percorso di fusione fra i Comuni di Campegine, Sant’Ilario e Gattatico. Un cammino che ha incassato pure la “benedizione” del parroco campeginese don Jazcek. Venerdì sera a Campegine si è tenuto un incontro in parrocchia, organizzato per permettere agli abitanti di confrontarsi col sindaco Paolo Cervi sulla fusione, sulle sue opportunità e sulle conseguenze, alcune molto temute da una fetta della popolazione. Il primo passo per arrivare a un nuovo Comune unitario è un referendum fra gli abitanti: solo se la maggioranza darà il via libera si potrà proseguire con le attività istituzionali gestite dalla Regione. Se il referendum passa, i tre Comuni decadranno alla fine del primo anno solare utile e ci sarà un commissariamento nei mesi necessari ad organizzare le prime elezioni unitarie del neonato Comune. Le maggioranze di Campegine, Sant’Ilario e Gattatico, che stanno spingendo la fusione, puntano ad accelerare, a predisporre il referendum già nel 2016 e a votare poi nel 2017.
«Realisticamente – spiega il sindaco Cervi – si potrà andare a votare a ottobre per il referendum, e se passa noi sindaci potremmo dimetterci già alla fine del 2016, e andare al voto amministrativo nel 2017, nell’election day che sicuramente ci sarà nella primavera 2017. Se il referendum passa, vogliamo chiaramente dare un governo stabile il prima possibile, con un periodo ridotto di commissariamento». Le variabili però sono parecchie, per rispettare questa tabella. «I tempi realistici ci portano all'autunno per il referendum, ma nello stesso periodo c'è in ballo anche il referendum costituzionale proposto di Renzi, e da questo appuntamento dipenderanno le altre tempistiche». E qui entra in gioco un altro elemento: Campegine è andata alle urne nel 2012; il 2017 si conclude quindi il mandato naturale dell'attuale amministrazione. Se al 31 dicembre il referendum non è ancora stato effettuato – o se per un qualsiasi altro motivo non ci sono le condizioni perché i sindaci possano dimettersi in vista delle nuove elezioni – nel 2017 Campegine entrerà nel suo anno elettorale, e prima di pensare alla fusione si dovrà attendere la nuova votazione amministrativa del Comune. In automatico, tutto il percorso per la fusione farebbe un salto in avanti di un anno, almeno sino al 2018, un po’ come successo fra il 2014 e il 2015 nell’Appennino reggiano per la nascita del Comune di Ventasso. «Noi puntiamo ad accelerare il cammino – dice Cervi – a completare l'iter prima possibile. Speriamo che non ci siano intoppi. Non scordiamoci che in Regione ci sono 7 proposte di fusione, siamo in contatto sia con Ventasso e con la Val Samoggia, la fusione più “vecchia” fra quelle emiliano- romagnole. E devo dire che dallo scambio di informazioni usciamo ancora più convinti: la fusione è la scelta giusta».
Venerdì abbiamo pubblicato la notizia secondo cui il sindaco di Sant'Ilario ha scritto ai cittadini dei tre Comuni per spiegare i vantaggi. In realtà la lettera era firmata dai sindaci dei tre Comuni coinvolti. (adr.ar.)
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