Il sindaco annuncia «Non mi ricandido» Sfida Magnani-Zanni
Castellarano: il capogruppo di maggioranza e l’assessore alle primarie del centrosinistra. In alto mare gli altri partiti
CASTELLARANO. Odore di grandi manovre, di alleanze, discussioni. E, inevitabilmente, di conflitti. In primavera Castellarano dovrà tornare al voto per rinnovare l’amministrazione comunale, e il sindaco sarà senza dubbio diverso da quello attuale. Il primo cittadino in carica, Gianluca Rivi, eletto per il Pd nel 2011, non si ripresenterà, e nel centro-sinistra che da sempre governa il paese sono già iniziate le operazioni per le primarie, per scegliere il nuovo candidato.
In ballo ci sono due componenti dell’attuale amministrazione, l’attuale capogruppo di maggioranza e presidente uscente della Pro loco, il 41enne Luca Magnani, e l’assessore 27enne Giorgio Zanni, ex presidente del consiglio comunale di Castellarano. Anche nelle opposizioni non manca il fermento, perché Castellarano viene da un percorso particolare.
Nel 2011 era emerso il tanto discusso buco nel bilancio da parecchi milioni di euro, che dopo cinque anni è in via di superamento, e all’epoca la fragilità del centro-sinistra era notevole. La candidata naturale, Ivana Lusoli, ha dovuto lasciare la mano per problemi di salute e quindi si era giunti alla soluzione Rivi, già sindaco dal 1986 al 2000, poi consigliere regionale e vero dominus della sinistra locale. Una figura conosciutissima che ha vinto con un ottimo consenso e ora si arriva al bivio: il centro-sinistra punta a rinnovarsi “nella continuità” dopo aver rimesso a galla la macchina comunale, puntando su figure conosciute e stimate come Zanni e Magnani; le minoranze sperano di cavalcare i vecchi problemi, confidando che l’assenza di un catalizzatore alla Rivi dia loro una mano.
Per ora le certezze riguardano solo il Pd, grande favorito in un territorio con un forte radicamento a sinistra e con alcune vere “roccaforti”, come Roteglia. Le primarie vedranno sicuramente correre Magnani e Zanni, unici due concorrenti dopo che altri due componenti della giunta, Enrico Ferrari ed Ester Mucci, hanno rinunciato alla corsa.
Magnani viene dall’area di sinistra che aveva come riferimento Pippo Civati, Zanni può contare sulla maggioranza interna “di governo”, che oggi appoggia Renzi, e in questi anni da assessore è stato attivo sul territorio. Magnani dal canto suo può contare sul sostegno di una parte della Pro Loco, una realtà decisamente di peso per Castellarano.
Il quadro locale è comunque ampio. La sinistra era parte della coalizione di Rivi nel 2011 ma i rapporti si sono sfilacciati nel 2014, quando l’assessore Prandi, indicato della sinistra, è stato sostituito proprio da Zanni, sino a quel momento presidente del consiglio comunale. E quindi questo rapporto andrà rivalutato.
I 5 Stelle sono una presenza ormai “storica”, già in corsa nel 2011, in anticipo sulla tendenza nazionale, e possono contare sul consenso a livello più ampio che il movimento di Grillo ha conquistato. Anche il centro-destra dovrà rimettersi attorno a un tavolo: cinque anni fa aveva sostenuto compatto Francesca Carlotti, ma in questo lustro le differenze si sono allargate progressivamente, soprattutto fra Lega e Forza Italia, e prima di riprendere insieme sarà necessaria una trattativa. Fra le opposizioni, c’è anche chi non disprezzerebbe anche la creazione di un fronte civico “anti-Pd”, ma si tratta di un’operazione non facile, per questioni locali e di politica nazionale, forse destinata a morire prima di nascere.
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