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Tre milioni per il diserbo naturale

di Claudio Corradi
Tre milioni per il diserbo naturale

E’ lo stanziamento previsto dalla Regione a favore dei vigneti

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REGGIO EMILIA. Adozione di tecniche agronomiche specifiche, come la potatura verde volta ad ostacolare lo sviluppo di determinate problematiche fitosanitarie, eliminazione dalle aziende della tecnica del diserbo ed utilizzo di tecniche di difesa innovative senza chimica sono i principali aspetti che in questi giorni stanno rivoluzionando le scelte dei viticoltori reggiani.

Per fare chiarezza sulle opportunità, anche economiche oltre che ambientali e tecniche, offerte ai nostri viticoltori dalle nuove misure agroambientali che caratterizzano il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della nostra regione si stanno svolgendo sul territorio una serie di incontri tecnici specifici a ritmo serrato.

Gli incontri che si sono svolti in questi giorni in diverse zone della nostra provincia sono principalmente volti a chiarire nei dettagli le opportunità economiche che i viticoltori potranno cogliere con la sottoscrizione degli impegni per i quali è possibile presentare le domande di contributi entro il 29 gennaio prossimo.

Al centro dell’interesse dei viticoltori ci sono sicuramente il sostegno all’esecuzione di potature estive volte a contrastare lo sviluppo di malattie e di insetti attraverso il controllo dello spessore e della foltezza della chioma creando un microclima sfavorevole ad eventuali problematiche fitosanitarie.

Ancora più interessanti, anche finanziariamente, le misure previste a favore della tecnica di difesa alla tignoletta delle vite che abbandona i trattamenti chimici puntando sul disorientamento degli insetti.

I feromoni naturali, di fatto degli odori, che questi utilizzano per richiamarsi in fase di accoppiamento vengono con queste tecniche resi inefficaci dalla presenza di feromoni di sintesi in grado di ingannare gli insetti che in questo modo limitano considerevolmente il proliferare delle generazioni.

Proprio a Reggio, grazie alle iniziative del Consorzio Fitosanitario degli ultimi anni, su questo fronte sono state condotte importanti esperienze su ampie aree omogenee che da un lato hanno dimostrato la piena efficacia della soluzione e dall’altra permetteranno ai nostri viticoltori di potere aderire a queste nuove strategie con maggiore tranquillità.

Il sistema d’altro canto si è dimostrato addirittura più efficace della lotta chimica perché in grado di esercitare una protezione costante per tutta la stagione a rischio senza essere assoggettato alle caratteristiche di efficacia del prodotto chimico od alla precisa localizzazione temporale dell’intervento.

Unico aspetto negativo di questa tecnica potrebbe essere il costo di questi speciali erogatori o gli oneri per il loro posizionamento in campo. Oggi, grazie agli incentivi economici a favore della “confusione sessuale” si chiama così questa tecnica, potrà essere raggiunto il duplice obiettivo di una migliore efficacia della difesa e di un considerevole beneficio ambientale. Beneficio che deve essere valutato anche in considerazione del fatto che la tignoletta a Reggio oggi non è più un problema limitato alle sole aree di Rolo e Fabbrico come accadeva alla fine degli anni ’80 ma è generalizzato su tutto il territorio.

Non ultimo ulteriore incentivo economico per i viticoltori reggiani previsto dal piano di sviluppo 2014-2020 è quello all’abbandono del diserbo chimico. Anche in questo caso i fondi che saranno erogati a coloro che aderiranno al programma serviranno a coprire i maggiori costi di gestione del vigneto eliminando definitivamente l’utilizzo di erbicidi. A Reggio per questi progetti si stima possano arrivare fino a 3milioni di euro.

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