Decine di galline uccise da un branco di cani
San Polo d'Enza: otto "bestioni" fanno una strage in due pollai del paese, gli abitanti impauriti cercano di capire da dove vengano
SAN POLO D’ENZA. Non ci sarà l’Audi color canarino che sgomma ai 300 chilometri all’ora con un’accelerazione da 0 a 100 in quattro secondi e svanisce ogni volta come per magia, ma anche San Polo ha il suo giallo. O, meglio, il suo thriller.
Sembra, infatti, che per il paese si aggiri un branco di cani neri di grossa taglia che di notte si sfama uccidendo delle povere – e indifese – galline.
Cose che in natura possono capitare, si potrebbe pensare, ma che fanno un po’ rabbrividire se si scopre che il branco è composto da otto randagi affamati. O, perché no?, da lupi.
Le ultime vittime – una quarantina – sono cadute nella notte tra domenica e ieri. Il branco – che secondo le testimonianze raccolte sui luoghi delle stragi sarebbe composto da quattro a otto animali – è riuscito a intrufolarsi in una stalla in disuso in via Rampognana, dove la famiglia Albini tiene le sue galline da mostra.
«Sono state uccise 13 galline – racconta Ivano Chiapponi, titolare del Centro di recupero animali selvatici “Matildico” di Caverzana di San Polo – tutti esemplari particolari e di pregio, di quelli che vengono portati in mostra. Ognuna valeva circa 60 euro».
Sempre nella notte, poco distante dalla stalla degli Albini, il branco ha colpito alla Pieve di San Polo, facendo una strage di pollame nel cortile della famiglia Araldi.
«Stiamo cercando di capire da quanti elementi è composto questo strano e pericoloso branco – afferma Chiapponi – e soprattutto da che animali. Le due famiglie hanno descritto cani di taglia grossa, neri, simili al Pastore Tedesco come stazza e fisico, ma più scuri come manto. Gli Albini hanno parlato di otto cani, gli Araldi di quattro. Abbiamo iniziato a battere la zona – riferisce – cercando di capire se possono essere scappati da qualche privato, ma finora non abbiamo trovato niente. È molto strano, comunque, che un branco di queste dimensioni sia passato inosservato».
A lasciare un po’ sgomenti, tra l’altro, il fatto che i cani sembrino tutti uguali: di solito i branchi di cani randagi sono formati da animali molto diversi tra loro, come razza ed età. Anche per questo qualcuno ha iniziato a parlare di lupi.
«Non credo proprio che si tratti di un branco di lupi – rassicura Chiapponi – perché le galline sono state uccise in case molto vicine al paese, e poi l’allevamento di pecore che si trova in zona non è stato minimamente toccato. In ogni caso, lupi o cani che siano, bisogna risalire al padrone, se c’è, o capire da dove proviene il branco. Questo per mettere al sicuro la popolazione e dare una mano alle famiglie che sono già state danneggiate. I cani – ricorda – non possono vagare liberamente: sono anche previste salate sanzioni amministrative per chi non li custodisce come si deve».
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