Delitto di Forche, chiesto il rinvio a giudizio per i due albanesi
Quattro Castella: Hykaj e Tufa sono accusati dell’uccisione di Marco Montruccoli. Il gip dice no alla scarcerazione con braccialetto elettronico: c’è il pericolo di fuga
QUATTRO CASTELLA. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani ieri ha chiesto il rinvio a giudizio per Fatmir Hykaj e Daniel Tufa, i due albanesi accusati di cessione di droga, furto di auto (quella utilizzata per la fuga dopo il delitto), dell’omicidio di Marco Montruccoli e del tentato omicidio del fratello Matteo.
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L’omicidio di Forche arriva dunque a un primo punto, quasi a un anno dalla tragica sera del 2 febbraio 2015 quando l’artigiano 34enne venne ucciso a coltellate nell’appartamento del fratello maggiore, a sua volta ferito gravemente, per mano di due giovani albanesi che, quella stessa notte, fuggirono in Germania facendo perdere le loro tracce per oltre due mesi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11411029:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/05/12/news/montruccoli-fu-ucciso-ma-per-legittima-difesa-1.11411029]]
All’udienza preliminare, che verrà fissata nelle prossime settimane, a confrontarsi saranno la tesi dell’accusa, che parla del tragico scontro avvenuto quella notte come dovuto a dissidi legati al mondo della droga, e quella della difesa, rappresentata dall’avvocato Carlo Taormina, che da tempo sostiene la tesi della legittima difesa.
I carabinieri, all’indomani dell’omicidio, trovarono in disponibilità di Matteo Montruccoli quasi tre chili di cocaina e lui, insieme all’ex fidanzata Silvia Raso, venne in seguito arrestato. La sostanza gli sarebbe stata consegnata dai due stranieri.
Per quel possesso, Matteo Montruccoli è stato condannato con rito abbreviato a sei anni di reclusione e la donna a quattro. Matteo Montruccoli attualmente si trova agli arresti domiciliari.
Era il mese di aprile del 2015 quando i due albanesi vennero rintracciati dai carabinieri reggiani, dopo oltre due mesi di indagini: i latitanti erano in Germania, a Gronau-Leine vicino ad Hannover. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12479190:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/20/news/sei-anni-per-la-droga-a-montruccoli-1.12479190]]
Già durante l’interrogatorio di garanzia negarono che quanto accaduto avesse a che fare con la droga.
La prima versione è stata che il litigio era dovuto soltanto a questione di soldi. Soldi che avrebbe dovuto avere Matteo Montruccoli dai due albanesi. Fatmir Hykaj e Daniel Tufa puntarono il dito: dissero che erano stati loro a essere aggrediti e di essersi soltanto difesi. Poi, di essere fuggiti quando la situazione era tragicamente degenerata.
Una versione sempre ribadita che, però, non deve aver convinto il gip Giovanni Ghini che ha respinto l’ennesima richiesta di scarcerazione dei due.
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Non è passata nemmeno la proposta di tenerli ai domiciliari con il braccialetto elettronico: la fuga dopo il delitto, evidentemente, anche per il giudice rende concreto il rischio di pericolo di fuga.
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