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È morto “Nasibù” Rodolfi, partigiano di Rubiera

È morto “Nasibù” Rodolfi, partigiano di Rubiera

Aveva 93 anni. Ha combattuto in montagna. Per decenni presidente dell’Anpi Il sindaco Cavallaro pensa a un dvd in suo ricordo da distribuire nelle scuole

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RUBIERA. Ciao Nasibù, partigiano sino all’ultimo. Sabato notte è morto il 93enne Dario Rodolfi, nome di battaglia Nascibù o Nasibù, storpiature di un generale etiope antifascista. Rodolfi, che era ancora presidente onorario dell’Anpi locale, ha sempre vissuto a Rubiera e sino a pochi mesi era ancora in buone condizioni.

Oggi sarà possibile rendergli un omaggio nella Sala del Commiato, il funerale quasi sicuramente ci sarà domani. Rodolfi ha combattuto in montagna nella 26esima Brigata Garibaldi, fra Villa Minozzo e la collina, tra Baiso, Valestra e Viano, quando i resistenti hanno iniziato la loro discesa dal crinale negli ultimi mesi del conflitto.

La sua è sempre stata una famiglia antifascista, dai tempi precedenti l’entrata in guerra, che in pratica ha lottato al completo durante la Resistenza. Il padre Pietro, spostato con Dina Iori, è stato a lungo il custode della centrale elettrica di San Donnino, dove ha spesso nascosto in un luogo sicuro le armi dei partigiani, e diversi figli hanno combattuto attivamente.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12837989:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12837989:1649475910/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Dario, che dopo l’apprendistato da calzolaio è andato in montagna poco più che ventenne, ma anche le sorelle Carolina, “Kira” e Ivana “Mariù”, entrambe staffette. Finita la guerra la famiglia Rodolfi è rimasta a Rubiera e Dario ha vissuto sempre in paese, sempre impegnato a portare avanti i valori resistenziali.

Per decenni è stato il presidente dell’Anpi prima di passare la mano, mantenendo il titolo onorario. Anche di recente, pur separati i 90, era sempre presente alle celebrazioni in piazza, e non aveva voluto mancare al 70esimo anniversario della Liberazione del 25 aprile scorso. «Io ho avuto la fortuna di fare in tempo a passare diverse ore a chiacchierare con lui, negli anni passati – ricorda sconsolato il sindaco Emanuele Cavallaro – al nostro archivio ha lasciato anche recentemente un memoriale, dove si legge, per esempio, che bisogna “insegnare alle nuove generazioni a odiare la guerra e auspicare il vero, dignitoso senso di civiltà e fratellanza”».

Nascibù è stato uno dei partigiani intervistati nel 2005 per un volume realizzato dal Comune e ora Cavallaro vorrebbe portarne avanti la memoria: «vorrei davvero che l’intervista, il memoriale, il dvd con la voce di Rodolfi entrassero nelle scuole e nelle orecchie dei suoi pronipotini rubieresi, che gli devono tanto anche senza averlo conosciuto. Da parte mia, Nasibù e di tutti rubieresi, grazie. Per ciò che hai fatto. Per ciò che ci hai insegnato. Per ciò che continuerai ad insegnarci. Ci mancherai tanto. Davvero. Tienici d’occhio». (adr.ar.)

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