Gazzetta di Reggio

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Fiano: «No alla banalizzazione della storia»

di Adriano Arati
Fiano: «No alla banalizzazione della storia»

Il parlamentare del Pd ospite in Sinagoga per discutere della proposta di legge contro i gadget fascisti

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REGGIO EMILIA. «La banalizzazione della storia non è un tema da lasciare solo agli storici, anche la politica deve farsene carico e affrontare il problema, trovare gli strumenti adatti per ragionarci».

Parole, quelle del deputato Pd Emanuele Fiano, pronunciate in un luogo particolare della storia reggiana, la sinagoga di via dell’Aquila, una delle ultime vestigie della presenza ebraica in città, annientata o poco meno dalle leggi razziali e poi dalle deportazioni fasciste e naziste.

Fiano è arrivato a Reggio – città dove ha vissuto da bimbo al seguito del papà, lo scrittore Nedo, ebreo sopravvissuto alla Shoah – sabato pomeriggio per parlare proprio di banalizzazione della storia, della legittimità di saluti romani e gadget fascisti, in un incontro organizzato da Istoreco col coordinamento provinciale antifascista partendo da un caso di cronaca nostrana.

Nell’autunno scorso in diversi supermercati Coop della provincia sono comparsi dei calendari dedicati a Mussolini, messi tranquillamente in vendita assieme agli altri prodotti editoriali. Una svista di Coop, che si affida per questo servizio a un fornitore esterno, ha portato i calendari fascisti in bella mostra, generando parecchie proteste di clienti che non hanno per nulla gradita la presenza mussoliniana. Da lì Istoreco è partito per organizzare l’incontro di sabato con Fiano, da decenni per altro vittima di insulti razzisti e politici da parte di neo-nazisti e nostalgici del ventennio.

Fiano è infatti il promotore della proposta di legge 3343, che chiede un’integrazione al codice penale introducendo un nuovo reato per propaganda a favore del regime fascista e nazista. La proposta punta alla “creazione” di un nuovo reato attualmente non inserito nel codice penale, una modifica alla legge Scelba che proibisca la vendita di gadget e oggettistica celebrativa del fascismo. Il dibattito si è tenuto in una sinagoga piena, con una corposa di parlamentare e dirigenti del PD arrivati a sentire quello che oggi è fra l’altro uno degli uomini di punta di Renzi, non a caso a lungo chiacchierato come possibile candidato sindaco di Milano.

Fiano ha dialogato con Matthias Durchfeld e Nando Rinaldi di Istoreco, spiegando che appunto «la banalizzazione della storia non può essere lasciata solo agli storici, la politica deve ragionarci. Non sono per la “censura”, a Predappio si sta ragionando sulla costruzione di un museo del fascismo. Io non sono contrario a priori, anzi, può essere un’ottima opportunità per fare divulgazione e riflettere sul tema. Quello che mi preoccupa - ha detto il parlamentare - però è che si accetti tutto, che questi oggetti vengano venduti come se nulla fosse, come se non parlassero di un periodo particolare e tragico». E la nuova legge al riguardo? «I firmatari sono già alcune decine, ho speranze che nel giro di un’Italia possa diventare realtà».

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