Truffa dello specchietto, a Reggio Emilia una coppia nei guai
Hanno fatto credere a una anziana di essere lei la responsabile della rottura del retrovisore, costringendola a risarcirli: identificati
REGGIO EMILIA. Lo stratagemma, ormai, ha mietuto vittime un po’ in tutta Italia. Fanno credere a un automobilista di passaggio - meglio se anziano e di sesso femminile - di essere il responsabile della rottura del loro specchietto retrovisore. Poi con fare arrogante, lo rincorrono e pretendono seduta stante il rimborso del danno. Senza, ovviamente, interpellare vigili o altri.
E’ quello che a fine dicembre è successo a una donna di 77 anni mentre percorreva via Puccini, zona Orologio. Ora, però, la polizia è riuscita a identificare i responsabili: sono stati denunciati in concorso per truffa ma anche per furto.
L’episodio ricalca altri analoghi episodi, alcuni qualche anno fa registrati anche a Reggio Emilia. L’anziana ha imboccato la via quando a un certo punto, passando accanto a una vettura ha sentito un rumore. Non ci ha fatto caso, al principio. Poi, però, si è accorta che un’auto aveva iniziato a seguirla sfanalando e suonando il clacson per attirare la sua attenzione, così si è vista costretta a fermarsi.
A scendere è stato un uomo che con fare aggressivo l’ha accusata di aver danneggiato il suo specchietto retrovisore. Non solo: a un certo punto dalla stessa auto è scesa una donna, la sua complice, che ha iniziato a sventolare una fattura a suo dire relativa a un analogo episodio in cui faceva presente che per riparare tale danno ci volessero almeno 300 euro. molto di più se si fosse andati tramite assicurazione.
Giocando sulla suggestione, e sull’arroganza, hanno convinto la povera vittima a recarsi a un vicino posto bancomat e l’hanno indotta a prelevare una somma di denaro. L’anziana, con in mano 220 euro, ha allungato ai due poco più di un centinaio di euro, per rimborsare il danno a loro dire da lei provocato.
A quel punto, però, l’uomo gettando di fatto la maschera ha fatto chiaramente capire quale era la sua vera identità strappando dalle mani della donna gli altri cento euro circa che aveva. Quindi con la complice è salito in auto fuggendo. La donna solo in quel momento ha capito di essere stata prima raggirata.
Per fortuna, l’anziana non era sola. Poco lontano un testimone ha visto l’accaduto ed è riuscito a prendere nota di alcun numeri della targa della Punto bianca a bordo della quale sono fuggiti i due. La polizia ci ha lavorato. Prima gli investigatori sono arrivati alla donna, quindi all’uomo con il quale spesso era già stata fermata: si tratta di un 33enne e di una 31enne originari del centro Italia ma di fatto senza fissa dimora. Non nomi nuovi per i registri delle forze dell’ordine italiani: alle spale hanno una lunga serie di precedenti specifici. Sono stati denunciati a piede libero.
Vale la pena di stare in guardia rispetto a truffe del genere.
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