Unindustria pronta a sbarcare in Iran
Una delegazione di tredici imprese reggiane partirà in febbraio alla volta di Teheran
REGGIO EMILIA. Una delegazione di 13 imprese, guidata da Unindustria Reggio Emilia, partirà sabato 13 febbraio per Teheran, capitale dell’Iran. L’obiettivo sarà essere fra i primi interlocutori economici di questo importante paese islamico che vuole uscire dall’isolamento dopo che le sanzioni economiche e finanziarie internazionali - che dal 2006 erano state imposte in risposta al suo programma nucleare - sono state rimosse lo scorso 16 gennaio.
Le aziende partecipanti al Progetto Medio Oriente Focus Iran - promosso dall’Associazione di via Toschi e cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna - appartengono a diversi settori e avranno la possibilità di partecipare ad incontri individuali con imprese iraniane, organizzati sull’incrocio di domanda e offerta e un’analisi di fattibilità messa in atto da Unindustria insieme ai suoi partner di progetto (Camera di Commercio italo – iraniana e Confindustria Africa & Mediterraneo).
Queste le aziende reggiane che prenderanno parte alla missione: B.M.P. di Scandiano, Bertani e Comet di Reggio Emilia, Cormach e Teco di Correggio, Genmac di Gualtieri, Officine Iori di Albinea, Pramar di Boretto, Ptc di Rubiera, R.M.P.A. di Bagnolo, Rovatti A. & Figli Pompe di Fabbrico, Starpower di Guastalla e Cartiera di Ferrara.
«L’Italia è uno dei paesi europei che otterranno maggiori vantaggi dalla fine delle sanzioni -sostiene Paolo Bucchi, vicepresidente Unindustria Reggio con delega all’Internazionalizzazione - Un recente studio Sace attesta l’incremento dell'export italiano nel Paese raggiungerà quota 3 miliardi di euro nel quadriennio 2015-’18. Le opportunità di business maggiori riguarderanno i comparti di meccanica strumentale, oil e gas e trasporti. Dal 2006 l'Italia - prosegue Bucchi - ha perso molte posizioni, pur rimanendo il nono Paese esportatore nei confronti dell'Iran. Nei primi 9 mesi del 2015 le esportazioni reggiane in Iran sono aumentate di quasi il 31%, attestandosi su 35,5 milioni di euro (0,5% dell’export provinciale). Il 93% dell’export è generato dall’industria meccanica, principalmente macchinari e apparecchi (71%), seguono ceramica (2,8%), chimica (2,3%) ed abbigliamento (1,2%). Il valore delle nostre importazioni, che riguardano per la quasi totalità prodotti meccanici, sono cresciute del 584%, toccando quota 1,8 milioni (0,1% dell’import), con un saldo attivo di 33,6 milioni». «L’Iran è un paese affamato di investimenti e prodotti stranieri - precisa Pier Luigi D’Agata , segretario generale della Camera di Commercio bilaterale Italia - Iran – ed è storicamente amico dell’Italia. Per noi è una grande opportunità».
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