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IL CONSORZIO LANCIA L’ALLARME

Sul fronte europeo guerra al Lambrusco guidata dalla Spagna

Sul fronte europeo guerra al Lambrusco guidata dalla Spagna

REGGIO EMILIA. Non è ancora finita la guerra burocratica al Lambrusco che la Spagna sta guidando sul fronte europeo allo scopo di farsi autorizzare ad usurpare la denominazione tipica del nostro vino....

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REGGIO EMILIA. Non è ancora finita la guerra burocratica al Lambrusco che la Spagna sta guidando sul fronte europeo allo scopo di farsi autorizzare ad usurpare la denominazione tipica del nostro vino. Una guerra che, proprio come è sempre stato nella storia delle guerre, per essere innescata ha bisogno di un pretesto che in questo caso è stato individuato nella necessità di attribuire al nome dei vini solo nomi del territorio e quindi di liberalizzare l’uso di quelli legati al vitigno. Il tutto per il falso obiettivo di tutelare il consumatore e non confonderlo quando invece questa operazione finirebbe con il banalizzare il nome Lambrusco e sortire l’esatto effetto opposto.

In questa battaglia la Spagna si nasconde dietro al fatto di danneggiare,in modo indiretto, anche altri importanti vini nazionali come per esempio il Sangiovese, anche se di fatto è palese l’orchestrazione mirata in primo luogo al Lambrusco perché commercialmente quello che da più fastidio. «A favore della tutela del nostro prodotto si sono schierate con noi - precisa Davide Frascari presidente del Consorzio dei Vini Reggiani e dei vini Igp dell’Emilia - Francia e Germania che sono paesi che dal punto di vista enologico hanno un peso che ci fa ben sperare». Nel mentre sono state diverse le iniziative messe in campo e che hanno coinvolto anche il mondo politico nazionale che si è immediatamente ed unanimemente schierato a sostegno delle nostre ragioni. La senatrice reggiana Leana Pignedoli per esempio ha organizzato già ad inizio dicembre una audizione al senato che il presidente Frascari ha definito «un bell'esempio di unità del mondo politico nel quale, per la tutela di un distretto e di un prodotto tipico, sono stati accantonati gli schieramenti e le differenze per unirsi a favore di una causa comune per il paese». «Le imprese viticole delle provincie di Modena, Reggio Emilia, Parma, Bologna e Mantova dedite alla produzione di Lambrusco Dop e Igp - sottolinea Frascari - sono 8.000. Fra queste 20 cantine cooperative e 48 aziende private per complessivi 180 milioni di bottiglie vendute ogni anno, il 63% delle quali esportate, per un valore complessivo della produzione di 570 milioni di euro con proiezione all’aumento in termini superiori all’1% l’anno».(c.co)

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