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“Vogliamo la luna” impegnata nel Tibet del dopo-terremoto

“Vogliamo la luna” impegnata nel Tibet del dopo-terremoto

CASTELNOVO MONTI. E’ il Nepal il nuovo territorio in cui sta svolgendo una azione solidale l’associazione castelnovese “Vogliamo la Luna”, che torna in questo modo ad operare all’estero dopo che...

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CASTELNOVO MONTI. E’ il Nepal il nuovo territorio in cui sta svolgendo una azione solidale l’associazione castelnovese “Vogliamo la Luna”, che torna in questo modo ad operare all’estero dopo che negli ultimi anni, a seguito della crisi, aveva operato, anche in modo piuttosto riservato per tutelarne la privacy, aiutando famiglie italiane, in particolare donne sole con bambini, a seguito della crisi del 2008.

Il nuovo progetto è stato presentato nel corso di una cena che l’Associazione ha tenuto all’agriturismo “Il Ginepro”, di Ginepreto, alla presenza del presidente Walter Romagnani, e di Nima Sherpa, che attraverso l’amicizia con alcuni trekker e scalatori di Castelnovo (tra i quali Nicola Campani e Samuele Sentieri che hanno partecipato negli anni scorsi alle spedizioni sulle vette himalayane Cho Oyu, Gasherbrum e Manaslu) è il ponte per realizzare questo progetto.

Nima è stato l’anima della serata, non solo descrivendo le finalità del progetto, che prende le mosse dalle terribili conseguenze del terremoto nepalese che ha distrutto città e causato la morte di più di 8000 persone, ma anche curando la cucina proposta, con tipici piatti nepalesi.

«La nostra attività è partita 20 anni fa dalla Romania – ha spiegato Romagnani – quando ci chiamavamo associazione “Bambini in Emergenza” e collaboravamo con la realtà fondata a livello nazionale da Mino Damato. Da allora abbiamo operato anche in Cambogia, Sri Lanka, ed ora si apre la possibilità del Nepal, sempre con l’obiettivo di sostenere uno sviluppo ed una emancipazione economica di persone in difficoltà».

Nima e Nicola Campani hanno descritto le enormi difficoltà che si vivono in Nepal dopo il terremoto. In particolare il progetto, che si chiama “Damar”, si concentra sulla ricostruzione del complesso scolastico abbattuto dalle scosse nel distretto di Dhikure.

«Il Nepal è uno dei paesi più poveri al mondo – hanno spiegato – con circa 29 milioni di abitanti che vivono in territori privi di vie di comunicazione efficienti, di servizi basilari, istruzione e sanità. Nel distretto di Dhikure, grazie all’impegno di Nima ed alle sue amicizie internazionali (costruite negli anni come accompagnatore ed organizzatore di trekking) eravamo riusciti a fare importanti passi avanti sulle dotazioni di prima necessità: la corrente elettrica attraverso pannelli solari, l’acqua corrente, una assistenza medica di base per molti villaggi, ed appunto l’istruzione scolastica. Il complesso scolastico è situato su un piccolo colle nei pressi del villaggio di Dhikure, a 2.800 metri di altitudine, ad alcune ore di cammino a nord-est di Damar».

L’associazione “Vogliamo la Luna” sta finanziando la ricostruzione dell’edificio distrutto che ospiterà due classi scolastiche. Per maggiori informazioni è a disposizione il sito www.vogliamolaluna.it. (l.t.)

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