"Olocausto, chi non ha Memoria non ha futuro"
Ricordate al cimitero ebraico di Scandiano le vittime della Shoah, il monito del sindaco Alessio Mammi e della presidentessa della comunità ebraica agli studenti
SCANDIANO. Si è svolta al cimitero ebraico di Scandiano un'emozionante cerimonia di commemorazione delle vittime della Shoah. La partecipazione delle tre classi di terza media della scuola Vallisneri di Arceto ha contributo in alcuni momenti a ricreare atmosfere e memorie di “una delle vicende più cupe della storia del nostro paese”, così come ha definito l'Olocausto il sindaco Alessio Mammi. "Penso alla storia dell’uomo come a un grande libro e credo che quella dell’Olocausto sia una delle pagine più nere”, ha aggiunto il primo cittadino.
L’apertura delle celebrazioni è stata fatta dagli studenti di Arceto che a turno hanno letto parti tratte dalle testimonianza di Helga Weissova, internata a soli 12 anni prima a Terezin poi in altri campi di concentramento. Durante le letture i ragazzi hanno fatto vedere alcuni disegni che Helga, coetanea di Anne Frank, ha fatto nei diversi campi di concentramento in cui è stata rinchiusa.
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In diversi momenti del suo discorso il sindaco si è rivolto direttamente agli studenti presenti, affinchè non dimentichino i fatti storici: “Mi rivolgo proprio a voi che siete qui oggi e vi invito a studiare bene la storia e la storia del nostro territorio, perché fatti del genere non si verifichino mai più. L’Olocausto è stato possibile perché ci sono stati governi che lo hanno ideato e organizzato, ma anche perché ci sono state tante persone che hanno collaborato e non hanno voluto vedere o denunciare quello che accadeva. Ecco, oggi questo non deve più succedere, se mai si ripresentasse un’occasione in cui nasce e si manifesta un sentimento di odio così profondo verso una minoranza, voi oltre a non collaborare ovviamente dovete anche ribellarvi, denunciare e fare qualcosa. Questo è il nostro compito, questo è l’impegno che oggi qui ci prendiamo tutti noi e voi giovani in primis, perché voi siete il futuro. E’ per questo così importante che studiate la storia, anche la nostra storia, quella di Scandiano, perché chi non ha memoria è destinato a non avere futuro. L’Olocausto ha causato la morte indiscriminata di oltre 6 milioni di persone, fra le quali molte erano anche italiani, alcuni come vedete qui anche scandianesi.”
Il sindaco ha poi ricordato l’importanza della comunità ebraica di Scandiano che dal 1400 ha contribuito al fiorire e proliferare di una civiltà di successo e ricchezza.
L’intervento della presidente della comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Tiziana Ferrari, ha voluto ricordare una vicenda di vita privata. I suoi genitori, all’Università di Modena, avevano stretto un forte legame di amicizia con una giovane coppia polacca di cui hanno poi perso le tracce a causa delle deportazioni. La presidente ha letto l’ultima lettera recapitata ai suoi genitori nel 1939 che racconta di una relazione molto profonda e stretta di affetto e di momenti di vita serena e gioiosa.
“Ho voluto qui a Scandiano oggi _ ha affermato _ leggervi questa lettera perché vorrei ricordare la gioia e la serenità di queste persone, che non ho mai conosciuto, ma che mi sono molto care per l’affetto che la mia famiglia provava nei loro confronti. Non voglio ricordarle morte né tantomeno pensare a tutto quello che hanno dovuto passare, voglio invece ricordare la loro memoria in un luogo come questo dove ci sono degli alberi e tanto verde che loro amavano così tanto, dato che vivevano in un piccolo paese polacco di campagna.”
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