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«Per salvare Canossa si possono utilizzare i fondi dell’Europa»

«Per salvare Canossa si possono utilizzare i fondi dell’Europa»

La mobilitazione contro l’ipotesi di chiusura del castello La posizione del M5S, Pagliani e del presidente Bonaccini

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CANOSSA. Continua su più fronti la campagna di mobilitazione per scongiurare il rischio di chiusura del castello di Canossa. Il Movimento 5 stelle, tramite la deputata Maria Edera Spadoni, la senatrice Michela Montevecchi e il consigliere regionale Gianluca Sassi, propone di accedere all’uso di fondi europei e che «già da domani sia aperto un tavolo di lavoro tra Ministero, Regione, parlamentari, consiglieri ed enti del territorio – chiedono i tre esponenti del M5s – Ci sono esperienze positive cui fare riferimento: una programmazione comune può essere sinonimo di una grande opportunità di lavoro per la nostra montagna reggiana. Siamo fermamente convinti che le istituzioni debbano risolvere quanto prima questo problema e lavorare congiuntamente in una sinergia d’intenti per il recupero del castello di Canossa affinché sia tutelata la ricchezza del nostro patrimonio storico- culturale e al contempo la promozione delle opportunità di lavoro connesse alla cultura ed al turismo. Inoltre – proseguono Spadoni, Montevecchi e Sassi – il M5S lavorerà in un’azione congiunta tra Regione e Parlamento. E lo farà in Regione con il consigliere Gianluca Sassi e in Parlamento al Senato con Michela Montevecchi e alla Camera con Maria Edera Spadoni. I Ministri competenti saranno interrogati sulle modalità di recupero, la reperibilità dei fondi necessari e la tempistica per ovviare la chiusura».

Infine, proprio ieri, alla XIII Conferenza regionale per la montagna, Bonaccini a chiusura del suo intervento, ha dichiarato che la Regione farà la sua parte: gli chiediamo dunque di mantenere con solerzia e rapidità l’impegno preso di fronte a tutti gli amministratori presenti». Da Giuseppe Pagliani, capogruppo in Comune a Reggio di Terre Reggiane Forza Italia, arriva un ordine del giorno indirizzato al presidente della Provincia, Gianmaria Manghi. Il documento impegna Manghi «ad attivarsi immediatamente per coordinare, insieme ai comuni della Val d’Enza reggiana, ogni azione possibile per salvaguardare il Castello dal grave rischio di chiusura e ad individuare altre ipotesi di promozione territoriale con l’obiettivo di rilanciare il Castello creando così un beneficio tangibile anche per le strutture ricettive di tutta la Val d’Enza».

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