Pietra di Bismantova, via ai lavori nella "zona rossa"
Castelnovo Monti: l'intervento, della durata prevista di due mesi, mira a mettere in sicurezza l'area e permettere la riapertura dell'eremo, chiuso dal febbraio dello scorso anno.
CASTELNOVO MONTI. A quasi un anno da quel fatidico 13 febbraio 2015, sono partiti, dopo un lungo periodo di preparazione, i lavori per la messa in sicurezza e la prossima riapertura della “zona rossa”, l'area della Pietra di Bismantova rimasta inaccessibile a seguito del distacco di alcuni grandi blocchi di arenaria dalle pareti della rupe.
L'area è quella del piazzale antistante l'antico eremo, anch'esso chiuso da allora, il punto forse più conosciuto e visitato di Bismantova, per questo la notizia dell'avvio dei lavori, e della prevista, prossima riapertura della zona rossa riveste una grande importanza per il territorio.
Il lungo periodo di attesa ha visto inizialmente un monitoraggio con sensori appositamente collocati per verificare che non ci fossero altri fenomeni di distacco, poi per individuare i punti su cui intervenire. I lavori sono stati assegnati alla impresa Lusardi srl di Santa Maria del Taro di Tornolo (Parma), che li ha subappaltati alla ditta Idroter snc di Villa Minozzo; sono progettati e diretti dal geologo Nicolò Doglioni.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12849958:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/si-sbriciola-una-parete-della-pietra-di-bismantova/40112/40181]]
L'obiettivo primario dei lavori è proprio la messa in sicurezza dell'area, attraverso interventi importanti in grado di consolidare i punti a rischio, individuati dopo una analisi approfondita sulla roccia, le fessurazioni che presenta, le sue caratteristiche geotecniche.
I lavori sulla parete verranno effettuati per stralci, visto che per la messa in sicurezza complessiva si prevede un importo di circa un milione di euro: questo primo stralcio riguarda la zona di crollo sopra l’Eremo, stralcio per il quale hanno dato un contributo anche il Comitato impegnato per la cura dell'Eremo (18.000 euro) e il Parco nazionale (20.000 euro). Si andrà a ridurre il rischio nella zona attraverso disgaggi di frammenti a rischio caduta, ed il fissaggio di altri, oltre alla pulizia del piazzale dai detriti che consentirà anche di far continuare i lavori del Comitato, che da alcuni anni operava per il restauro dell’edificio di culto, fino al giorno del crollo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.10857426:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/02/13/fotogalleria/le-immagini-del-distacco-di-roccia-dalla-parete-della-pietra-di-bismantova-1.10857426]]
L’opera complessiva di messa in sicurezza di tutta la rupe vedrà poi successivi interventi che garantiscano il minor impatto visivo possibile; verrà anche allestita una barriera paramassi ad elevata energia di assorbimento, con funzione di protezione provvisoria del corpo di fabbrica dell’eremo. “Su come proseguire i lavori comunque _ spiega il sindaco Enrico Bini _ abbiamo la necessità di consultarci con i tecnici e con la Regione, perchè si tratta di un'opera che ha bisogno di essere adeguatamente sostenuta. I lavori di questo primo stralcio richiederanno circa due mesi, esclusi eventuali ritardi legati alle condizioni meteorologiche, al termine dei quali contiamo di riaprire finalmente l'ultima parte ancora chiusa della Pietra”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
