Gazzetta di Reggio

Reggio

«Reggio rischia di perdere 20 posti di lavoro su 80»

Cgil e Cisl si appellano ai parlamentari contro le misure ipotizzate dal governo «Con interventi disarticolati non si migliorerà mai la pubblica amministrazione»

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REGGIO EMILIA. I sindacati si oppongono al decreto legislativo, da approvare nei prossimi giorni, con cui il Consiglio dei ministri intende assottigliare la rete delle camere di commercio, prevedendo, fra l’altro, l’accorpamento di Piacenza e Reggio, che rischia di perdere la propria sede.

Salvatore Coda e Davide Battini, a nome dei sindacati della funzione pubblica di Cgil e Cisl, si appellano a tale scopo ai parlamentari reggiani. «Si tratta – dicono – di un provvedimento modificato senza alcuna condivisione e in contrasto con la legge delega, che prevede uno svuotamento delle funzioni dell’ente e un taglio del personale tra le 15 e le 20 unità sulle 80 attualmente in servizio». Contro queste misure anche a Reggio, come nel resto d’Italia, le organizzazioni sindacali hanno proclamato venerdì scorso lo stato d’agitazione. Il riordino camerale, nelle intenzioni del governo, dovrebbe aumentare l’efficienza e diminuire le spese delle camere di commercio. «In realtà – obiettano i sindacalisti – il solo accorpamento non sempre porta risparmi. Inoltre spesso colpisce strutture che sono già virtuose, come la Camera di commercio di Reggio. Alcuni enti si troveranno in futuro a dover dividere le proprie risorse con strutture che ne portano sul proprio territorio molte di meno, come avverrebbe nel caso dell’accorpamento con Piacenza». I rappresentanti dei lavoratori, quindi, bollano il riordino camerale come uno dei tanti analoghi interventi infruttuosi: «Continuano gli interventi sulla pubblica amministrazione fatti in modo disarticolato – dicono – senza costruire percorsi che portino ad un vero cambiamento».

Cgil e Cisl sottolineano di volere difendere non soltanto i posti di lavoro, ma, in primo luogo, la funzionalità di un ente prezioso per l’economia reggiana. Infatti nel 2015, nonostante i tagli, la Camera di commercio ha effettuato un investimento di sei milioni di euro, di cui 1.8 per l’innovazione tecnologica, 700mila per la ricerca e lo sviluppo, 850mila per il credito alle imprese, 300mila per il sostegno alle start up e 200mila per l’attrazione di investimenti sul territorio.

Grazie ai bandi promossi dalla Camera di commercio 51 imprese hanno attinto finanziamenti per l’avvio della propria attività. Un milione di euro è stato stanziato per far partecipare le imprese a fiere all’estero, e 450mila euro sono serviti a sostenere le 107 imprese reggiane impegnate in Expo, un terzo delle emiliano romagnole. (l.s.)

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