Gazzetta di Reggio

Reggio

Scuole assediate dalle auto dei genitori

di Martina Riccò
Scuole assediate dalle auto dei genitori

Non c’è solo il caso di via Kennedy, la protesta sui social: «Basta doppie file e basta macchine nelle aiuole e nelle rotonde»

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REGGIO EMILIA. Da una parte i genitori che – giustamente – vogliono accompagnare o andare a prendere i propri figli davanti a scuola. Dall’altra i cittadini che – altrettanto giustamente – vorrebbero non trovare imbottigliamenti e parcheggi selvaggi sotto la propria casa (sventuratamente vicina a una scuola).

In mezzo a queste opposte fazioni, la polizia municipale e il Comune, che stanno facendo di tutto (dalle campagne di sensibilizzazione alle multe) per educare i genitori indisciplinati e riportare la pace in città. Purtroppo con scarsi risultati.

Sono passati cinque giorni da quando una residente aveva urlato allo scandalo – accompagnando alle parole fotografie assolutamente emblematiche – per la situazione che, ogni pomeriggio, si ripete davanti all’istituto comprensivo Kennedy. E, nonostante la polizia municipale abbia aumentato i controlli al grido di «tolleranza zero», niente è cambiato. Se non, forse, la comprensiva accondiscendenza dei cittadini, che da minima è diventata nulla.

Infatti dopo aver pubblicato sul sito e sui social della Gazzetta di Reggio lo sfogo della cittadina residente in via Kennedy («Ogni volta è il Far West – aveva detto adirata – gente che parcheggia sulla pista ciclabile, sulle aiuole ormai distrutte da anni di parcheggi selvaggi, in mezzo alla strada, in qualsiasi buco disponibile nel raggio di 100 metri dalla scuola»), la polemica è scoppiata senza più freni inibitori.

«Far West anche in via Puccini – afferma una cittadina – dove la pista ciclabile due volte al giorno diventa un unico parcheggio, e io devo fare lo slalom in bici tra le auto in doppia fila e l’autobus 11».

«Per non parlare della mattina – le fa eco un’altra – gente che parcheggia in seconda fila, portiere aperte, fermando il traffico per tutto il tempo necessario. A volte verrebbe voglia di avere una ruspa».

«Era ora che qualcuno si lamentasse – aggiunge una mamma – io ho una figlia disabile e non riesco mai ad avvicinarmi a scuola per andare a prenderla perché tutti i parcheggi per disabili sono occupati da genitori incivili».

La situazione, insomma, pare essere drammatica in tutte le scuole reggiane di qualsiasi ordine e grado: in via Makallè i genitori parcheggiano in rotonda, in via Franchetti e in via Emilia Ospizio in mezzo alla strada, in via Premuda bloccano i garage e i passi carrai.

Certo, qualcuno potrebbe ribattere che non si sarebbe arrivati a questo inferno se il Comune avesse previsto parcheggi più ampi davanti agli istituti scolastici, ma, per dirla usando le parole di un cittadino senza peli sulla lingua, «fino a prova contraria la stragrande maggioranza degli esseri umani è dotata di due arti inferiori che non servono solo a spingere i pedali di acceleratore o freni. Ci vuole un po’ di buon senso». Anche perché, se è vero che alcune scuole (come il liceo Spallanzani, la San Vincenzo e la Manzoni, ad esempio) non hanno parcheggi propri o nelle vicinanze, l’istituto comprensivo di via Kennedy – che ha dato il “la” all’intera vicenda – ha l’area di sosta del Meridiana ad appena due passi.

Che la soluzione sia, come suggerito ironicamente da un lettore, «radere al suolo Reggio per parcheggiare meglio»?

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