Tutto esaurito per il Coro Selvatico Popolare e i canti della Resistenza
Lo spettacolo, diretto dal maestroTiziano Bellelli, è andato in scena al circolo Gardenia
REGGIO EMILIA. Una serata di veglia civile e popolare canti e storie narrate originate nell'habitat della Resistenza reggiana si è svolta martedì 26 Gennaio al Circolo Arci Gardenia.
Il Coro Selvatico Popolare animato dal Maestro Tiziano Bellelli, ha dato vita a uno spettacolo con le canzoni della resistenza proponendo canzoni storiche ma meno conosciute come “Garibaldini reggiani”, “Ecco i briganti neri”, “Una campagnola di Reggio Emilia”, “Addio compagno Lupo”. Alla serata è stata presente la partigiana Bruna Casoni di Albinea che ha cantato il brano “La giusta pace”.
La ricerca sul canto sociale-partigiano inizia dalla rivista “La piva del Carner” fondata da Bruno Grulli, da cui è iniziata una ricerca geostorica e anche musicologica con attenzione ai testi e spartiti originali del dopoguerra guidata dallo storico Antonio Canovi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12850139:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/bella-ciao-e-i-canti-del-coro-selvatico-popolare/51706/51803]]
“Abbiamo trovato così tanti spartiti e testi che abbiamo dovuto fare una selezione, riproponendo i canti dal 1944 al 1950. Pensate che nel 1947 l’ANPI di Reggio Emilia propose un concorso nazionale sulla musica della resistenza che si svolse al Teatro Valli “ - racconta Canovi - “In questi ultimi anni si registra una necessità del cantare e chiediamoci il perché? Queste canzoni attraversano tutto il 900 e portano delle parole importanti che oggi facciamo a fatica a dire con la politica. Cito ad esempio “Pane, Pace, Libertà e Lavoro”: sono quattro parole semplici che oggi la politica non riesce a declinare”. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12850141:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12850141:1649686992/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Una storia travagliata quella dei canti della resistenza sia durante la guerra che dopo, Il 20 giugno 1964, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nell'ambito dello spettacolo “Bella ciao - Un programma di canzoni popolari italiane” a cura del Nuovo Canzoniere Italiano si cantarono i versi di “O Gorizia, tu sei maledetta” L'esecuzione ricevette l’ingresso dei carabiniere per arrestare gli attori e il coro, e due giorni dopo costò una denuncia per vilipendio alle forze armate italiane ai responsabili della manifestazione. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12850142:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12850142:1649686992/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il Coro Selvatico popolare prende vita a gennaio 2013 nel quartiere delle Officine Meccaniche Reggiane, nei locali dell'ex Circolo operaio Pistelli, locali riportati a nuova vita dall'associazione Eutòpia-Rigenerazioni Territoriali. Ripropone, anche per le nuove generazioni, canti popolari, partigiani, di lotta, legati alla terra reggiana e canzone d'autore. Ma non è l’unico coro popolare esistente, negli ultimi anni infatti in tutto il Nord Italia sono nati gruppi che ripropongo le canzoni originali della resistenza, a Parma è presente il “Coro dei Malfattori” e Carpi i “Violenti Piovaschi” per esempio.
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