Gazzetta di Reggio

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E’ morto a 69 anni l’architetto Baldini

di Luciano Salsi
E’ morto a 69 anni l’architetto Baldini

Operato al cuore al San Raffaele di Milano dieci giorni fa, il presidente di Caire è stato stroncato da un'emorragia cerebrale

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REGGIO EMILIA. L'architetto Ugo Baldini, presidente della Cooperativa architetti e ingegneri-urbanistica, è morto ieri a Milano all'ospedale San Raffaele, dove il 18 gennaio era stato operato al cuore. A distanza di nove giorni il professionista, che aveva 69 anni, è stato stroncato da un'emorragia cerebrale. Baldini era considerato il degno successore di Osvaldo Piacentini, che nel 1947 fondò la Cooperativa architetti e ingegneri di Reggio Emilia, la prima e più prestigiosa cooperativa di progettazione tecnica apparsa in Italia. Baldini ha saputo raccoglierne e sviluppare l'eredità, rimanendo fedele alla filosofia di una pianificazione finalizzata alla coesione sociale e all'armonizzazione con il paesaggio e l'ambiente. Quando Caire era ancora una società unica, Baldini ne diresse la sezione urbanistica, assumendone poi la presidenza allorchè, nel 1997, essa acquisì un'autonoma configurazione societaria con la denominazione di Caire-urbanistica. Baldini aveva dato un contributo fondamentale alla formazione dell'archivio Piacentini. Negli ultimi tempi aveva avuto un ruolo di primo piano nella pianificazione urbanistica della stazione Mediopadana e nella progettazione dell'area vasta, comprendente le province di Reggio, Parma, Modena e Piacenza, in stretta collaborazione con l'ingegnere Paolo Genta, presidente di Caire-progettazione, l'altro ramo della storica Caire resosi autonomo nel 1997. «L'anno scorso in aprile - riferisce Genta - partecipammo insieme all'università a una tavola rotonda sull'area vasta, in vista dell'Expo. Baldini aveva lavorato molto a Parma, nel Veronese, a Trento, in Liguria e nel Veneto. Concepiva l'urbanistica in funzione della società futura. Negli ultimi anni si era concentrato sulla rigenerazione urbana e sulla riqualificazione dell'esistente, con una grande attenzione al risparmio energetico e allo sviluppo sostenibile».

Il sindaco Luca Vecchi lo ricorda come "intellettuale di primo piano, persona con sguardo prospettico e capacità di affrontare le sfide contemporanee, basandosi sempre sulle migliori pratiche europee, professionista serio, appassionato del dialogo e del confronto». «La sua scomparsa - sottolinea Vecchi - priva la città di una voce autorevole, di un interlocutore competente, sempre pronto a una dialettica franca e proficua». Per Mauro Severi, presidente di Unindustria, «l’improvvisa e prematura scomparsa dell’architetto Ugo Baldini priva la comunità reggiana di un uomo di valore e di grande levatura civica e morale. La sua vicenda umana e professionale si è intrecciata con la crescita e l’evoluzione di Reggio Emilia. Baldini è stato un amico del lavoro e dell’impresa manifatturiera. Gli industriali reggiani hanno condiviso con lui non solo un lungo cammino di impegno, ma anche una visione di futuro fondata sulla persona, sulla cultura e sull’intraprendenza. I suoi lavori dedicati alla scoperta della soggettività mediopadana, gli studi sulle dotazioni infrastrutturali di Reggio e dell’area vasta emiliana, i suoi scritti e le sue idee sono le pietre angolari di una costruzione proiettata al domani alla quale partecipava con l’entusiasmo di chi s’impegna generosamente per dar vita un mondo migliore».

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