Marciapiedi colabrodo, cause a raffica
In una sola settimana il Comune ha deciso di opporsi a cinque richieste di risarcimento danni fatte da pedoni e ciclisti
REGGIO EMILIA. Cadono. Inciampano. E si fanno male, decidendo poi di citare il Comune in giudizio. Pedoni o ciclisti. Alle prese con le cadute causate da buche stradali o voragini sui marciapiedi, per i quali chiedono poi al Comune il risarcimento del danno.
Cinque i casi solo negli ultimi mesi, tutti approdati nell’ultima settimana sul tavolo della giunta, dove l’amministrazione ha deciso di affidare al servizio legale l’autorizzazione di resistere in giudizio. Davanti al tribunale, al giudice di pace o alla Corte di appello, per un fenomeno che, secondo recenti stime rese note dall’amministrazione, si aggira su una media di duecento casi all’anno.
È questa la cifra di sinistri approdati in tribunale che nel 2015 ha spinto il Comune ad assumere due nuovi avvocati per seguire tutte le cause. Seicento, sempre secondo le stime, i sinistri totali che vedono ogni anno coinvolto il Comune, legati a presunti danni causati dalla cattiva manutenzione delle strade e dei beni di cui è responsabile l’amministrazione.
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Episodi la cui gestione è affidata alla compagnia assicurativa Lloyd’s, con l’esclusione dei sinistri con importo inferiore o uguale a 10 mila euro.
Questi ultimi sono rimasti in capo al Comune stesso, per un risparmio di circa 500 mila euro alle casse dell’amministrazione. E sono tutte richieste di risarcimento per cifre inferiori alla soglia dei 10 mila euro quelle approdate in questi giorni in giunta.
Cadute in centro, oppure in periferia. In un atto di citazione notificato il 30 ottobre scorso, una reggiana ha chiesto un risarcimento di 12.031,40 euro per una caduta provocata a suo dire da una buca presente nel manto stradale. In questo caso, visto l’importo superiore alla franchigia di 10 mila euro, la pratica sarebbe stata di competenza della compagnia assicurativa, dalla quale tuttavia hanno “invitato” il Comune a procedere con mezzi legali propri.
Il 7 dicembre, invece, è stato notificato un altro atto nel quale il Comune viene chiamato in causa davanti al giudice di pace: una reggiana ha presentato denuncia perché il 29 gennaio 2015 era caduta mentre camminava sul marciapiedi di via Inghilterra. Per lei traumi e lesioni.
La richiesta è di 1.730,04 euro. Al giudice di pace si è rivolto anche un altro reggiano per il risarcimento legato ad una caduta in bicicletta il 18 febbraio, in via Moretti, all’incrocio con via F.lli Rosselli. In questo caso la caduta era stata causata da uno strato di ghiaccio.
E la richiesta danni è di 5 mila euro. Una cifra di 6.348,89 euro è invece la richiesta avanzata da un altro ciclista, che si è rivolto al tribunale. Secondo il ciclista, la caduta era stata causata da “un tombino mal posizionato” dalle parti di piazzale del Tricolore.
Ma è davvero sempre colpa del Comune? Si direbbe di no. Almeno secondo quanto stabilito dal tribunale, che ha rigettato la richiesta di risarcimento di una reggiana caduta a piedi all’incrocio tra via San Girolamo e via Borgogna, in centro storico.
La giustizia, in questo caso, ha dato ragione all’amministrazione e alla compagnia assicurativa (l’Ina assicurazioni, che seguiva il caso dal 2010). Ma la battaglia ora si sposta alla Corte di Appello di Bologna, dove la reggiana ha presentato ricorso.
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