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Perseguita la madre per soldi, ai domiciliari

Perseguita la madre per soldi, ai domiciliari

La donna esasperata era stata aggredita più volte: alla fine lasciava denaro e cibo davanti alla porta

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REGGIO EMILIA. Perseguitata e aggredita. Costretta a dare soldi, a sottostare a scatti di rabbia, in alcuni casi anche a percosse. E’ il supplizio vissuto da una madre, 68 anni, vittima di un figlio. Ora per l’uomo, 44 anni, sono scattati gli arresti domiciliari.

E’ dalla fine del 2014, che tutto va avanti. Da quando l’uomo rimasto senza lavoro e con problemi di alcol, ha iniziato a riversare tutte le sue frustrazioni sulla donna. E a pretendere da lei la soluzione. Sono diversi gli interventi fatti in questi mesi da parte delle Volanti nell’abitazione dell’anziana. Era lei a chiedere il loro aiuto quando il figlio si presentava alla sua porta in preda alla rabbia. Qualche volta, quella furia non si esprimeva solo a parole. L’anziana è stata picchiata più volte. Ma per amore di quel figlio ormai ingestibile, a lungo ha taciuto, non lo ha denunciato.

Alla lunga, però, la donna non ce l’ha più fatta. Quando si presentava l’uomo alla porta, talvolta gli lasciava fuori cibo e denaro. Per evitare di incontrarlo, per evitare di subire ancora. Altre volte, quando nonostante questo lui insisteva col bussare, con urlare per chiederle che lei aprisse si è trovata costretta a chiamare la polizia.

Sono state così tante le richieste di aiuto che il caso è stato preso a cuore oltre che dagli uomini delle Volanti anche dai colleghi dell’Anticrimine. Hanno ascoltato i testimoni di quel rapporto degenerato in violenza e gli atti sono stati trasmessi alla procura e da qui al giudice, dove a dicembre è arrivato il primo provvedimento restrittivo che prevedeva il divieto per l’uomo di avvicinarsi alla donna e di comunicare con lei.

Avrebbe dovuto essere la fine di un incubo, ma quel provvedimento non è bastato. A gennaio ancora è tornato a farsi vedere a casa della madre. Un giorno la donna ha chiesto aiuto alla polizia. Gli agenti hanno saputo che il 44enne era tornato già anche la pomeriggio e al mattino. A quel punto è parsa evidente la violazione della disposizione del giudice che gli vietava tutto questo. La circostanza è stata comunicata al giudice che ha quel punto ha ritenuto essere troppo blando il divieto di avvicinamento e ha disposto a carico dell’uomo gli arresti domiciliari. La disposizione è stata recentemente eseguita dagli uomini della Squadra mobile. La donna potrà ora stare più tranquilla. Ma con la morte nel cuore per quel figlio dal quale alla fine è costretta a difendersi. (el.pe)

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