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Coffrini lascia e la Lega Nord marcia su Brescello

Coffrini lascia e la Lega Nord marcia su Brescello

Sabato il sindaco darà le dimissioni davanti alla stampa. Domenica la manifestazione in paese contro le mafie in Emilia

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BRESCELLO (REGGIO EMILIA). Data e ora sono state ufficialmente comunicate. Marcello Coffrini spiegherà domani alle 10.30, in sala Prampolini (all’interno del centro culturale San Benedetto) le ragioni che lo hanno portato a percorrere la strada delle dimissioni da sindaco.
 
Una scelta comunicata già da qualche giorno e che arriva al termine di un percorso accidentato che ha visto il primo cittadino di Brescello “cadere” prima sulle dichiarazioni relative a Francesco Grande Aracri e poi su quelle che lo volevano intenzionato a presentare ricorso qualora il Comune di Brescello fosse sciolto per mafia. Davanti a questa presa di posizione, il Pd ha chiesto sia al sindaco che ai consiglieri di lasciare l'incarico, ma il suggerimento è stato accolto soltanto in parte: a presentare le dimissioni sono stati, infatti, soltanto due consiglieri comunali e due assessori.
 
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Domani Coffrini sarà probabilmente accompagnato dai “fedelissimi” che lo hanno sostenuto anche negli ultimi giorni, e che gli hanno manifestato solidarietà umana e politica. Ora, sul futuro di Brescello incombe il commissariamento, senza contare che le dimissioni del sindaco non interromperanno il percorso intrapreso dalla commissione prefettizia che per sei mesi ha lavorato in Comune alla ricerca di eventuali condizionamenti malavitosi. Dopo la relazione inviata al Ministero dal prefetto, bisognerà attendere ancora qualche settimana per capire se il periodo di commissariamento supererà giugno, data possibile per le nuove elezioni.
 
Intanto, domenica sempre a Brescello è in programma la manifestazione contro la 'ndrangheta che vedrà sfilare in corteo tutti i sindaci emiliani del Carroccio, oltre a quello di Viadana. L'iniziativa è stata presentata ieri da Gianluca Vinci, segretario regionale della Lega Nord Emilia, dall'esponente brescellese Catia Silva e dal consigliere regionale Matteo Melato. «Faremo qualcosa – spiega Vinci - che non è mai stato fatto prima: un'iniziativa concreta contro la mafia, dopo che per tutto questo tempo nessun partito ci ha messo veramente la faccia. Oggi non si può più parlare neanche di infiltrazioni, ma di una vera e propria struttura impiantata sul territorio. Noi accusiamo il Pd per tutto quello che ha fatto in questi 70 anni di governo perché è ormai palese che le mafie hanno bisogno di agganci politici per radicarsi. La cosiddetta “Emilia rossa” dovrebbe dare delle risposte».
 
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Sotto tiro finisce anche la linea tenuta dal partito sul caso Coffrini: «La cosa che non digeriamo è che da oltre un anno e mezzo chiediamo un cambiamento all'interno del Pd, ma ci hanno sempre risposto che il sindaco non era più tesserato dal 2014. Poi in cinque giorni e solo di fronte ai fatti compiuti viene data una sfiducia e si trova il modo per far dimettere Coffrini. È un atteggiamento intollerabile». <QM>(a.v.)

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