Fassino chiama Profumo si punta al doppio incarico
L’azienda si compra la quota restante del termovalorizzatore piemontese Il presidente verso la fondazione San Paolo: ma il compenso non lo convince
REGGIO EMILIA. Piero Fassino e Francesco Profumo sono legati da un solido rapporto che dura da lunghi anni. Per questo, il sindaco di Torino - comune grande azionista di Iren insieme a Reggio e Genova - vorrebbe l’ex ministro ora presidente della multiutility nelle vesti di presidente della Compagnia San Paolo, la più grande fondazione bancaria d’Italia, azionista dell’omonimo gruppo di credito. Un passaggio non semplicissimo perché, ha detto Fassino a interlocutori politici di primo piano in vista delle elezioni, Profumo dovrebbe dimettersi da Iren per salire nella prestigiosa fondazione torinese. Profumo, però, avrebbe sollevato con Fassino una questione di compensi, come riporta anche la Stampa di Torino. Iren garantisce uno stipendio annuo di quasi 180 mila euro, la Compagnia “solo” 70 mila. Da qui la volontà di conservare il doppio incarico. Secondo un parere legale, acquisito per dirimere i dubbi, non esiste una preclusione al doppio incarico, ma restano le questioni di opportunità.
Intanto - è notizia di ieri - Iren si compra tutto il termovalorizzatore di Gerbido (in provincia di Torino), rilevando da F2i il 51% di Trm, la holding che controlla l'80% dell'infrastruttura. La quadra definitiva sull'operazione, secondo quanto risultato ieri, è stata trovata ieri e il deal potrebbe essere formalizzato a breve. Iren e F2i avevano rilevato dal Comune di Torino l'80% del termovalorizzatore (appena costruito) nel 2012 sborsando 126 milioni di euro. L'acquisto era avvenuto attraverso la scatola Trm, al tempo controllata al 75% da F2i e partecipata al 25% da Iren. Poi, nel 2014, la multiutility aveva comprato da F2i il 24% di Trm per 35,6 milioni, portandosi al 49%. Infine, è storia di oggi l'acquisto del 51% dal fondo guidato da Renato Ravanelli, che nel complesso realizzerà un importante plusvalenza. Il termovalorizzatore, va ricordato, nel 2014 ha realizzato un mol di quasi 49 milioni che verranno consolidati da Iren insieme con debiti netti (sempre a fine 2014) per 218,8 milioni. Così facendo, Iren ha anche centrato in anticipo uno degli obiettivi annunciati dall'ad Massimiliano Bianco nella presentazione del nuovo piano, avvenuta lo scorso giugno (l'opzione di acquisto del 51% era esercitabile fino al 2018). Il gruppo acquisisce così il pieno controllo di tre termovalorizzatori: Torino, Parma e Piacenza. (e.l.t.)
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