«Processatemi, rifiuto la prescrizione»
Ligonchio: il vigile del paese è accusato da Gionni Zambonini di ingiurie e percosse. «Voglio dimostrare che non è vero»
LIGONCHIO. «Non voglio la prescrizione. Per favore, processatemi, è un mio diritto». A dirlo è Azeglio Baccini, che non è solo un agente di polizia municipale. Baccini è il vigile di Ligonchio, l’unico nel piccolo comune montano dal 1983. La sua reputazione è dunque più importante di qualsiasi scorciatoia, pure legittima perché la prescrizione equivale nei fatti a un proscioglimento. «Voglio che i fatti siano accertati ed uscire da questa vicenda senza alcuna ombra. Inoltre ritengo paradossale che chi mi accusa non si sia mai presentato in udienza, favorendo così la prescrizione».
Il vigile di Ligonchio, difeso dall’avvocato Noris Bucchi, deve rispondere di ingiurie, diffamazione e percosse per un episodio che sarebbe avvenuto nel gennaio 2007 nel Comune di Ligonchio. Il querelante è Gionni Zambonini, che appartiene a una famiglia che in più occasioni è stata oggetto di accertamenti da parte dell’agente di polizia municipale. Gionni e il padre Giuliano sono tra l’altro stati condannati in primo grado per aver aggredito l’uomo nel 2007. «Fino ad ora nei vari processi che sono stati avviati il giudice mi ha sempre dato ragione questo è l’ultimo rimasto in piedi. Lo scorso dicembre sono scattati i termini per la prescrizione ma mi sono presentato in aula con il mio avvocato per dire che non intendevo avvalermene». L’imputato racconta così l’episodio per il quale è finito a processo. «Il 29 gennaio 2007 stavo affiggendo nell’albo pretorio un bando per la messa all’asta di un bene sequestrato alla famiglia Zambonini. A quel punto entrò Gionni e mi disse di desistere». Il querelante sostiene che in quell’occasione il vigile lo avrebbe ingiuriato, e successivamente diffamato con altre persone, e anche percosso. Accuse che il diretto interessato nega con forza.
Il procedimento era stato istruito davanti al giudice di pace di Castelnovo Monti ma dopo alcune udienze il giudice è andato in pensione. Il procedimento è passato a Reggio nel 2013, perché nel frattempo la sede di Castelnovo Monti è stata chiusa. In questi anni sono stati ascoltati alcuni testimoni ma il querelante non è mai comparso. «Come vigile in servizio da tanto tempo chiedo con forza il processo - ribadisce il pubblico ufficiale -. Non voglio che resti nemmeno una piccola macchia nella mia carriera».
L’avvocato Noris Bucchi sottolinea come quella di Azeglio Baccini sia una scelta non certo comune. «Nella mia carriera non mi è mai capitato che un assistito rifiuti di avvalersi della prescrizione». Anche perché il processo è sempre un rischio per qualsiasi imputato, per quanto lo stesso possa essere convinto della sua completa ed evidente innocenza. «Ora - conclude il vigile di Ligonchio - spero che si possa arrivare ad accertare la verità».
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