«Soldi alla montagna per viverci e non solo per le emergenze»
CASTELNOVO MONTI. Dopo l’importante Conferenza regionale per la montagna che si è svolta a Castelnovo Monti alla presenza della giunta regionale e di molti amministratori appenninici di tutta l’Emili...
CASTELNOVO MONTI. Dopo l’importante Conferenza regionale per la montagna che si è svolta a Castelnovo Monti alla presenza della giunta regionale e di molti amministratori appenninici di tutta l’Emilia Romagna, la senatrice Leana Pignedoli (Pd) commenta: «Sono sicuramente positive le priorità che la Regione individua, partendo dalle vere potenzialità territoriali degli Appennini: ambiente, agricoltura, innovazione, digitalizzazione spinta, salute, viabilità e turismo, per un approccio che veda la montagna protagonista. Un approccio che finalmente guarda all'Appennino come un valore della nostra regione e non un territorio marginale da assistere. La Regione ha spiegato quanti fondi e progetti sono a disposizione del territorio montano, ora sta alla montagna essere all'altezza di una capacità progettuale per potervi accedere; sta alla montagna fare sistema sia nel pubblico che nelle imprese private, per creare un “laboratorio Appennino”, come è stato detto. Certamente questo appuntamento è stato un ottimo punto di partenza per essere tutti insieme valore aggiunto per la Regione».
Il consigliere regionale di Sel, Yuri Torri: «E’ stato un passaggio importante verso la stesura del programma regionale per la montagna che impegnerà i prossimi mesi. Negli ultimi due bilanci della Regione, anche grazie all'iniziativa di Sel, abbiamo visto aumentare i fondi dedicati al dissesto idrogeologico e agli interventi infrastrutturali in territori montani. Sono buoni elementi di attenzione che, però, devono inserirsi una strategia più ampia. La proposta avanzata da Sel già qualche settimana fa è quella di pensare ad un piano straordinario per l'Appennino, per smettere di gestire sempre e solo le emergenze. Un piano che guardi nel complesso a tutte le risorse e vocazioni, da quella industriale e artigianale a quella turistica, valutando la possibilità di sostenere anche con sgravi ed incentivi che sceglie di investire in montagna».
Fausto Giovanelli, presidente del parco nazionale: «C'è una vera novità nella conferenza di Castelnovo: è il cambio di paradigma nelle politiche della Regione verso l’Appennino "una terra per viverci". Non assistenza e riequilibrio, ma genius loci e competitività. E’ cambiato lo scenario dell’economia e del lavoro dell’Italia e anche dell’Emilia. Sono agricoltura e turismo i settori in cui si espandono reddito e occupazione, anche e soprattutto dei giovani. L’ambiente è sempre più centrale come dato di necessità, come risorsa e come valore aggiunto economico e persino come valore etico. In questo nuovo scenario, l’Appennino può diventare una frontiera di innovazione e crescita perché dispone delle risorse fondamentali di ambiente e territorio più di ogni altra area della regione. Risorse finanziarie ce ne sono e fanno notizia i 712 milioni. Altrettanto decisive, però, se non di più, saranno le risorse umane e la capacità di imprese ed enti pubblici di una progettualità capace di moltiplicare le risorse e non di consumarle semplicemente. Più di 50 anni di politiche assistenziali e di forti “aiuti” alla montagna hanno prodotto in Emilia rilevanti risultati in termini di dotazioni di beni materiali e servizi, ma hanno perso la battaglia contro l’abbandono, che continua a colpire da decenni soprattutto la parte alta dell’Appennino». (l.t.)
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