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Caso Ulivo dei laghi, condannato il padrone dei muri

REGGIO EMILIA. Condannato a un mese di reclusione, pena sospesa solo se provvederà entro breve a risarcire la provvisionale, pari a 10mila euro. Ci ha pensato il giudice Andrea Rat a chiudere, almeno...

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REGGIO EMILIA. Condannato a un mese di reclusione, pena sospesa solo se provvederà entro breve a risarcire la provvisionale, pari a 10mila euro.

Ci ha pensato il giudice Andrea Rat a chiudere, almeno per il momento, la diatriba che vedeva da una parte lo chef del locale (un tempo aperto a Rivalta) “L’ulivo dei laghi” Leonardo Malagrinò e il proprietario dell’immobile, Oliviero Ruffini.

L’accusa, per quest’ultimo, era esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

I fatti risalgono al 2008 e sono andate avanti per mesi. Il ristorante avrebbe dovuto aprire nel mese di settembre, ma il proprietario aveva fatto slittare la data a marzo dell’anno successivo. Come contropartita per l’allungamento dei tempi, i due si erano accordati che fino a giugno lo chef non avrebbe pagato l’affitto. Tutto bene sino a che l’attività non è partita e con grande successo di clienti e a quel punto, il padrone dell’immobile ha invece iniziato a pretendere che lo chef pagasse. Si parla di 12.800 euro.

Durante il processo Malagrinò, che si era costituito parte civile con l’avvocato Domenico Noris Bucchi, aveva raccontato di essere stato minacciato per l’ottenimento di quella somma. In aula erano stati sentiti i dipendenti del ristorante che avevano confermato le telefonate minacciose del tenore: «Se non paghi faccio saltare il locale o ti faccio staccare la luce così non puoi lavorare».

Tra le parti c’era anche un altro processo, a parti invertite. E’ quello che vedeva lo chef imputato per lesioni nei confronti della moglie di Ruffini: era accusato di averla fatta cadere durante una discussione.

A processo, però, Malagrinò aveva raccontato che non l’aveva toccata e lei era caduta accidentalmente. Una versione confermata anche dai dipendenti del ristorante.

Il giudice Alessandra Cardarelli ha infine pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti dello chef, perchè il fatto non sussiste.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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