Gazzetta di Reggio

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«Ho perso la quota sociale e ora perdo pure il lavoro»

di Serena Arbizzi
«Ho perso la quota sociale e ora perdo pure il lavoro»

San Martino in Rio, Marcella Bertani è in cassa integrazione e socia dell’azienda «Ho investito i soldi nella ditta. Lo stabilimento va salvato. Legacoop latitante»

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SAN MARTINO IN RIO. Ha perso la sua quota sociale dopo la liquidazione coatta amministrativa dell’ex Cormo e ora, prima di ricevere il suo Tfr, dovrà aspettare non si sa quanto. Marcella Bertani abita a Rio Saliceto, ha 41 anni, non è sposata e abita con i genitori.

Marcella da quanto tempo lavora all’ex Cormo?

«Da più di 17 anni, in produzione: una parte importantissima della mia vita si è svolta in quest’azienda e pensare che possa finire tutto mi fa raggelare il sangue. La notizia che lo stabilimento di San Martino non è incluso nel piano di riorganizzazione del comparto dei serramenti è stata uno shock, una miccia che accende una situazione di emergenza sociale nell’intera provincia, da dove arrivano tanti lavoratori».

Ora più che mai, voi lavoratori vi state rendendo conto che non c’è un vero piano per salvare l’occupazione…

«Sì, io sono socia da 11 anni e delegata sindacale Cgil da dieci. Da quando la Cormo era ancora un fiore all’occhiello del settore. Eravamo certi di avere fatto un investimento sicuro, investendo i nostri soldi per fare crescere un’azienda gioiello. Poi, nel 2008 è arrivata la crisi ed è stato l’ultimo anno in cui noi soci siamo riusciti a dividerci qualcosa».

Quella non è stato il colpo di grazia, però...

«La situazione è precipitata dopo la fusione, nel 2014, che ha dato vita a Open.Co: il problema non era tanto la mancanza di lavoro. Dopo l’incontro in Regione è apparso chiaro, infatti, che c’è la volontà di chiudere a San Martino in Rio. Legacoop è arrivata con il progetto regionale, in ballo dal 31 luglio, quando ci avevano promesso che volevano salvare il salvabile anche se non sarebbero riusciti a proteggere tutti i posti. Invece, ora, la stessa Legacoop si è presentata con un piano industriale che prevede solo Castelvetro e Ferrara».

Cosa farete?

«Non la lasceremo passare: Legacoop deve tornare con un progetto che includa i tre stabilimenti. Se ci devono fare lo scalpo, venderemo cara la pelle. Mi fa infuriare che non vogliano salvarci. E che Legacoop Reggio non si sia mai vista al tavolo di confronto. Ora mi trovo con i miei 21mila euro persi con la liquidazione coatta, il mio Tfr forse lo vedrò tra dieci anni. E, visto che sto perdendo il lavoro, mi avrebbe fatto comodo averli subito».

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