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I lavoratori sono sul piede di guerra

I lavoratori sono sul piede di guerra

SAN MARTINO IN RIO. I lavoratori sono sul piede di guerra e sono intenzionati a combattere fino all’ultimo perché la ex Cormo non venga chiusa. «I miei ultimi due giorni di lavoro sono stati il 15 e...

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SAN MARTINO IN RIO. I lavoratori sono sul piede di guerra e sono intenzionati a combattere fino all’ultimo perché la ex Cormo non venga chiusa. «I miei ultimi due giorni di lavoro sono stati il 15 e il 16 luglio – racconta Patrizia Cirillo, 38 anni, che si è trasferita da Napoli con il compagno, 15 anni fa, per lavoro –. Io sono in cassa integrazione a zero ore, ma non mi arrendo e spero nel miracolo. Sbarcare il lunario è difficilissimo. Abitiamo a Budrio di Correggio e abbiamo anche il mutuo da pagare. Io sono anche socia della Cormo, e mi piange il cuore». Idem Luca Pavani, 55 anni, in cassa integrazione da due anni e mezzo a ore zero: «Chi ci rimette sono sempre i lavoratori. In Legacoop prendono stipendi da favola, e chi li paga siamo noi. Adesso che le cose vanno male, ci abbandonano. San Martino in Rio è destinato alla chiusura, mentre la politica non fa nulla…».

Dalla parte dei lavoratori si schiera apertamente il segretario Pd, Matteo Panari. «Non possono essere assolutamente abbandonati gli impegni di trovare una soluzione congiunta e unitaria sui tre stabilimenti – attacca Panari –. Non esiste che si pensi a soluzioni separate che escludano alcuno di questi tre territori. A questo proposito non può sottrarsi il movimento cooperativo reggiano, il cui silenzio ad oggi è clamorosamente imbarazzante. Il Pd esprime il pieno appoggio al proprio sindaco».

L’Anpi parla di situazione scandalosa: «Viene da chiedersi se c'è qualcuno che ragiona da industriale e cooperatore o vi è solo una miope visione affaristica che individua la ex Cormo al pari di una diligenza da assaltare». (s.a.)

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