Ingegneria è sempre al top superate le mille iscrizioni
Successo per il dipartimento di studi dell’Unimore che ha sede a Reggio Emilia Andrisano: «Brilliamo per competitività ma dobbiamo aumentare i laboratori»
REGGIO EMILIA. Mentre in altri atenei italiani, fra numero chiuso e scarse prospettive di occupazione, cala il numero degli iscritti, ad Unimore i numeri schizzano. Fissano addirittura nuovi record al Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dove anche nell’anno in corso sono state nuovamente superate le precedenti barriere e in un solo quinquennio si è praticamente arrivati al raddoppio. Già 1.097 le adesioni formalizzate per il 2016 e i numeri sono destinati a crescere ancora per la ritardata iscrizione degli ultimi studenti “fuori corso”.
A certificare questi risultati e a complimentarsi con i docenti della sede reggiana è intervenuto ieri il magnifico rettore Angelo Oreste Andrisano che ha visitato il padiglione Buccola offrendo parole di elogio per la docenza, per i programmi e l’organizzazione. «Il nostro ateneo brilla per competitività – ha evidenziato – per la capacità di saper cogliere le esigenze delle imprese, per l’offerta didattica che coinvolge sia tirocinanti che stagisti, ricercatori e dottorandi. Qui al campus mancano purtroppo alcuni laboratori ma con il Comune di Reggio colmeremo anche questa lacuna ed i finanziamenti della Regione verranno in parte destinati a questo fine».
Incoraggiamenti che hanno fatto ovviamente felice il pro rettore Riccardo Ferretti che ha ricordato come la crescita degli iscritti sia una dote comune a quasi tutto l’ateneo reggiano. «La nostra competitività – ha osservato – matura in modo particolare per il dialogo sempre aperto con il mondo produttivo del territorio e la qualità della docenza. Le strutture sono però quasi al limite e sono suddivise fra palazzo Dossetti, il Campus di San Lazzaro, il Tecnopolo e il Centro Loris Malaguzzi. L’università reggiana è però sempre più visibile e rafforza il legame con la città». «La crescita degli iscritti allo studio di ingegneria, notoriamente duro, severo, prolungato, premia l’impegno di tanti – ha completato il direttore del Dipartimento Eugenio Dragoni – ed è sempre più visibile. E’ uno stimolo il forte fabbisogno di tecnici e ingegneri industriali, è di aiuto il metodo di studio basato su un approccio divertente con progetti e lavori di gruppo. Elementi che concorrono a far primeggiare Ingegneria di Reggio Emilia nel movimento pedagogico universitario internazionale».
Qualche annotazione sugli studenti. Oltre la metà (51%) sono reggiani ma il 34% arriva da Modena, il 3% da altre province dell’Emilia Romagna, l’11% da fuori regione e l’1% dall’estero. Oltre l’85% degli studenti assiste ad oltre il 75% degli insegnamenti, con un buon grado di frequenza. E non appena laureati i nuovi ingegneri trovano praticamente quasi subito una occupazione: il 92,9% entro un anno dal titolo. Anche le retribuzioni dei neo laureati magistrali sono fra le più elevate in Italia.
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