La sfida del vino emiliano si gioca ad Arceto
Summit oggi a Scandiano con il ministro dell’Agricoltura Martina e gli stati generali del settore
REGGIO EMILIA. «A Reggio e Modena in questi anni si sono investite decine di milioni di euro sul lambrusco, chiediamo tutela e speriamo che il ministro vada direttamente a Bruxelles a difendere la nostra posizione». Si aspetta buone nuove dal governo italiano sul fronte lambrusco, il presidente di Emilia Wine e del consorzio di tutela regionale dei vini Davide Frascarsi. E se le aspetta già questa mattina, quando ad Arceto, nella nuova sede della cooperativa vinicola Emilia Wine, si terrà un convegno organizzato dalla senatrice reggiana Leana Pignedoli, vicepresidente della commissione agricoltura, assieme al consorzio per la tutela dei vini emiliani e al Comune scandianese. Gli ospiti d’onore saranno proprio l’attuale ministro all’Agricoltura Maurizio Martina e un suo predecessore e ora europarlamentare, Paolo Di Castro, fra i referenti in commissione europea per la tutela dei marchi di produzione eno-gastronomica. Il problema è quello ormai noto, una nuova legge continentale che potrebbe abbattere molti vincoli necessari per attribuire un marchio a un vino. Per poter definire un vino con un nome preciso potrebbe essere sufficiente produrlo con le uve indicate, eliminando gli attuali vincoli geografici imposti dall'Unione Europea, e le conseguenze principali sarebbero proprio per il lambrusco, uno dei vini più venduti al mondo ed uno dei più imitati. In Spagna e Portogallo ci sono già diversi produttori che usano le stesse viti e hanno già provato a presentare dei marchi, bocciati per ora dall’ufficio brevetti delle loro nazioni. Ma con la nuova legge, la strada sarebbe spianata, e le conseguenze per il comparto vinicolo emiliano potrebbero essere pesantissime. «La legge è europea ma riguarderebbe principalmente l’Italia, circa al 70%. Siamo il paese che produce più vino in assoluto, e abbiamo una grande biodiversità che permette una grande varietà nelle tipologie di vini, perciò saremmo i più toccati», spiega Frascari. «De Castro, che su questo tema è molto attivo, ha ragione quando sottolinea che vanno cercate alleanze europee, con Francia e Germania sembra già esserci un accordo per la tutela. Noi ci aspettiamo una posizione ferma dal governo, e magari che Martina ci rappresenti direttamente a Bruxelles. Con tutto il rispetto, crediamo che sia diverso se a parlare va un funzionario o il ministro», continua. E «confidiamo che si vada a far presente che tutte le forze politiche, non solo il governo, sono con noi. La presa di posizione per la tutela è stata approvata da tutte le forze politiche, e al convegno qui ad Arceto avremo rappresentanti di tanti partiti». C’è bisogno, prosegue Frascari, «di una presa di posizione unitaria, e sinora in Italia non c’è stata. Le cooperative, che rappresentano il cuore della produzione del lambrusco, si sono schierate, ma non c’è stata unitarietà, anche perché va detto che pure in Italia c’è chi confida in questa legge, così da poter sfruttare la maggior libertà». In questa ottica, il convegno odierno è un bel segnale. «E’ la prima volta che riusciamo a mettere in piedi un evento del genere, sono rappresentati tutti i livelli amministrativi e politici». La mattinata prenderà il via alle 9.30 con il saluto di Mammi, l’introduzione della Pignedoli e gli interventi di Frascari, dell'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselli e del sindaco di Bomporto Alberto Borghi. A chiudere, Martina e De Castro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
