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Medici, nuovo look per la storica cantina

di Claudio Corradi
Medici, nuovo look per la storica cantina

Dopo il boom dei vini investiti 4 milioni nel restyling della sede

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REGGIO EMILIA. Investimenti per circa 3 milioni di euro appena conclusi, ed interventi futuri già in programma per il prossimo anno per un ulteriore milione di euro, sono l’entità delle opere di restyling messe in campo dalla Medici Ermete di Villa Gaida che è una delle più importanti aziende vitivinicola della nostra provincia. «Investimenti – spiega Giorgio Medici – che sono stati realizzati sia per migliorare l’immagine dell’azienda che la qualità del prodotto. Anche se abbiamo investito in nuove autoclavi per la rifermentazione del vino e in una modernissima linea di imbottigliamento capace di confezionare fino a 9.000 bottiglie in un ora, il nostro investimento non incrementerà la produzione. Sarà piuttosto favorito un ulteriore miglioramento della qualità del prodotto, per tecniche e tempi di lavorazione più adeguati, e del servizio offerto ai nostri clienti».

Non passano inosservati i nuovi spazi di accoglienza per clienti visitatori a partire dagli uffici completamente rinnovati ma soprattutto la storica cantina sotterranea presentata ieri mattina in anteprima alla stampa reggiana. «La cantina nella quale – spiega Medici – mio nonno Remigio intorno al 1890 iniziò la sua attività prima di fondare la Medici Remigio che assunse poi negli anni il nome del figlio Ermete che oggi è diventato un vero e proprio marchio». Impossibile non essere suggestionati dai riscoperti locali sotterranei che presentano maestosi volti romani perfettamente restaurati e le prime cisterne utilizzate dai Medici per l’affinamento del vino sapientemente valorizzate da un’illuminazione sobria ed elegante. «Accogliere giornalisti, clienti ed opinion leader sia nazionali che stranieri, l’esportazione per noi vale il 72% dell’intera produzione – ricordano i cugini Alberto e PierLuigi Medici – è oggi più che mai importante per ogni azienda. Nel nostro caso essere riusciti a strutturarci per poterli riceverli in ambienti eleganti, confortevoli ed in grado di trasmettere un senso di familiarità e per noi un motivo di orgoglio».

Non meno incisivi sono stati i lavori al di sopra della cantina sotterranea che, valorizzando quella che un tempo era un’abitazione, ha permesso di ricavare, su due piani, nuovi uffici ed ambiti di lavoro specifici e confortevoli. Dal punto di vista tecnologico invece l’investimento più rilevante riguarda la modernissima linea di imbottigliamento che per è il cuore dell’azienda visto che ogni hanno è in grado di lavorare 10milioni di bottiglie complessive delle quali 800.000 commercializzate con il proprio marchio. «Si tratta di una linea di imbottigliamento – commenta Giorgio Medici – che avrebbe una capacità oraria di lavoro straordinaria ma che per certe tipologie di prodotto, il Concerto per esempio che è un Lambrusco particolare, permette anche di valorizzare al meglio l’aspetto qualitativo del vino sulla quale oggi non si può transigere». E lo sa bene Giorgio Medici che fra il 1990 ed il 2000 è stato per 9 anni presidente del Consorzio di Tutela del Lambrusco Reggiano proprio nel periodo in cui la viticoltura reggiana si è profondamente trasformata adottando nuovi sistemi di allevamento, riducendo le rese di produzione, incrementando il numero di ceppi di vite per ettaro e soprattutto la qualità del Lambrusco.

Profondo rinnovamento ha subito poi anche il packaging e l’immagine della bottiglia alla quale negli ultimi anni è sempre stata maggiore considerazione e che per il consumatore è veramente importante. Da questo punto di vista la Medici Ermete per i reggiani ha fatto da apripista. «Ad inizio anni ‘80 – racconta Alberto Medici – abbiamo iniziato ad acquistare i terreni sui quali realizzare i nostri vigneti, quelli che oggi producono le uve dai quali ricaviamo il Concerto, lavorando in controtendenza con una forte riduzione delle rese di produzione quando la regola era la massima produzione possibile. Il tutto a favore dell’ottenimento di una qualità che da allora ci ha quotidianamente premiato».

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