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MONTECCHIO, DOMANI LA CERIMONIA

Riapre l’oratorio di Villa Aiola per celebrare San Gimignano

MONTECCHIO. Verrà celebrata domani alle 9, all’oratorio di San Gimignano a Villa Aiola, la tradizionale messa nel giorno dedicato al santo, patrono di Modena. La cerimonia sarà officiata da monsignor...

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MONTECCHIO. Verrà celebrata domani alle 9, all’oratorio di San Gimignano a Villa Aiola, la tradizionale messa nel giorno dedicato al santo, patrono di Modena. La cerimonia sarà officiata da monsignor Antenore Vezzosi, che l’8 febbraio compirà 85 anni, e coinvolgerà gli aiolesi e anche tantissimi tra coloro che di questo luogo sacro sono devoti e che lo raggiungeranno a piedi. Una cerimonia, questa di San Gimignano, che ha radici lontane. Si pensa che questo culto per il santo d’oltre Secchia, derivi dalla moglie di Baldassarre Bertani, qui sepolto, tale Santa Luppi, modenese di nascita. Nel tempo, poi, i montecchiesi vi hanno sempre preso parte anche per la caratteristica di questa cerimonia che si svolge in un contesto rurale ma di grande impatto, capace di far fare un tuffo nel passato.

Sito in Strada Lombardi, presso l’ex mulino di Aiola, ora di proprietà della famiglia Armani, l’oratorio venne eretto nel 1700 dalla famiglia Bertani per accogliere le spoglie mortali dei propri defunti. Il fabbricato, inserito nella corte agricola, non può contenere oltre una ventina di persone ed è privo di luce elettrica e riscaldamento: viene quindi illuminato con le candele. In occasione di San Gimignano, l’oratorio viene aperto al culto e si espone la pala d’altare, un olio su tela del 1700 riconducibile alla scuola del Camuncoli che monsignor Vezzosi fa baciare in segno di devozione e di richiesta di benedizione, normalmente custodita altrove.

Altra caratteristica è il rinfresco conclusivo, realizzato e messo a disposizioni dalle famiglie che vivono attorno all’oratorio. Il luogo sacro, fino a non molti anni fa, veniva utilizzato per celebrare matrimoni che hanno legato la storia di molti montecchiesi all’oratorio. (a.z.)

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