Gazzetta di Reggio

Reggio

Avances a tre ragazze e in centro volano le botte

di Martina Riccò
Avances a tre ragazze e in centro volano le botte

L’episodio di violenza è avvenuto venerdì a mezzanotte in corso Garibaldi Pugni e spintoni in mezzo alle auto e ai passanti, sono partite anche le sassate

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REGGIO EMILIA. «Via Panciroli, una signora strada...». A parole, almeno. Perché quando, a fine giornata, i bei negozietti che si susseguono fino a corso Garibaldi chiudono, può capitare di “inciampare” in un ubriaco che si sta scagliando contro un non altrettanto sobrio, magari con bottiglie di vetro in mano, magari con coltelli o simili.

Di sicuro il cartello affisso all’imbocco della via è suonato un po’ strano a chi, venerdì notte, si trovava in zona. Una violenta lite, infatti, si è generata in via Guido da Castello, davanti al Planet, per rimbalzare fino a via Panciroli. Al centro della brutale discussione – portata avanti a suon di spintoni e pugni e sassi lanciati in mezzo alla strada –, tre ragazze.

Era da poco passata mezzanotte quando un ragazzo di origini marocchine, sicuramente non astemio, ha messo gli occhi – e non solo quelli – sulle giovani. Infastidite dalla sua presenza e dai suoi modi aggressivi, le amiche hanno cercato di allontanarlo ma lui, vedendosi respinto davanti ai suoi amici, è passato dalle avances alle offese. Fino a strattonarle e prenderne una per il collo. In quel momento, tra le persone che si trovavano davanti al Planet, si è fatto largo un ragazzo di origini tunisine, amico di una delle ragazze importunate. Senza pensare alla propria incolumità ma solo a proteggere le giovani, si è messo in mezzo, attirando su di sé l’ira del marocchino. E la miccia si è accesa.

I due hanno iniziato a spintonarsi e a colpirsi davanti al Planet, poi, anche grazie all’intervento di alcuni passanti, si sono separati. Ma la “tenzone” era solo all’inizio. Ormai legati da un filo di rabbioso orgoglio, infatti, i ragazzi hanno iniziato a oscillare tra via Guido da Castello e via Panciroli: più uno si allontanava in una direzione, più l’altro lo seguiva; poi un’offesa urlata da un lato all’altro di corso Garibaldi o una pietra lanciata per attirare l’attenzione faceva ribaltare le posizioni. Le urla – che si stagliavano nitide nel silenzio invernale del dopo mezzanotte a Reggio Emilia – hanno attirato quei pochi che erano ancora in giro, generando il panico. Il violento elastico è andato avanti per una decina di minuti: i ragazzi hanno continuato a insultarsi e colpirsi – addirittura lanciandosi sassi da una parte all’altra di corso Garibaldi – noncuranti delle persone e delle automobili di passaggio. Anzi, qualche auto è pure stata fermata dai contendenti.

La lite si è sedata solo all’arrivo dei carabinieri, chiamati dalle tre amiche vittime delle prime attenzioni del ragazzo di origini marocchine. Alla vista delle sirene, però, i responsabili del parapiglia si sono dileguati nelle stradine secondarie del centro, lasciando sul posto solo le ragazze e il loro coraggioso amico. Poco dopo, sono arrivate anche sei pattuglie della polizia.

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