«Ci hanno offerto droga poi ci hanno strattonato»
REGGIO EMILIA. «Ci hanno avvicinate offrendoci della droga, quando abbiamo detto che non volevamo niente ci hanno messo le mani addosso. Siamo corse a chiedere aiuto e abbiamo trovato un amico,...
REGGIO EMILIA. «Ci hanno avvicinate offrendoci della droga, quando abbiamo detto che non volevamo niente ci hanno messo le mani addosso. Siamo corse a chiedere aiuto e abbiamo trovato un amico, allora questi hanno iniziato a lanciare bottiglie e a usare le catene delle bici per colpire chi gli si parava davanti».
A raccontare l’antefatto degli scontri di venerdì sera in corso Garibaldi è una ragazza di origini marocchine di 21 anni, Rania Waya.
Parole che rendono ancora più drammatico quanto accaduto, le sue. Una testimonianza che ora dovrà essere formalizzata in una denuncia, ma che getta un’ombra ancora più scura su un episodio preoccupante avvenuto nel cuore del centro storico.
«Abito in centro, non molto lontano da corso Garibaldi. Con due mie amiche, di 21 e 22 anni, siamo uscite dal portone. Dovevamo solo andare alla macchina per raggiungere il locale “Sali e tabacchi”. Invece, ci siamo trovate davanti quei cinque», racconta.
Rania spiega che il gruppo, quando era ancora lontano, appena le ha viste ha iniziato a chiamarle con epiteti molto offensivi. «Parlavano in arabo, ma abbiamo fatto finta di non capire: ignorandoli speravamo che non ci avrebbero disturbate. Invece a un certo punto sono corsi verso di noi e ce li siamo trovati di fianco. Uno ci ha messo la mano sulla spalla e ha detto: “Vi serve qualcosa, fumo, coca, crack per tirarvi su?”. Noi abbiamo risposto che non volevamo niente. Ma a quel punto ci hanno iniziato a dire: “Chi vi credete di essere?”. E hanno preso a spingerci».
Secondo il racconto della giovane, i modi si sono fatti sempre più violenti. «Abbiamo tentato di proseguire, di allontanarci da loro, ma la mia amica è stata presa per il collo, hanno cercato di strapparci di mano il telefono e la borsa della mia amica – racconta tutto d’un fiato –. Allungavano le mani, hanno tentato di toccarla, offendevano».
Per cercare aiuto le tre ragazze si sono dirette verso il Planet, davanti al locale in quel momento c’erano altre persone. «C’era tanta gente ma nessuno ci ha aiutato. Poi, ho visto un mio caro amico e vista la situazione è arrivato, si è messo in mezzo», prosegue. E a quel punto lo scontro è finito in mezzo a corso Garibaldi, tra le macchine in transito.
«Lui è stato colpito con la catena di una bici, lanciavano bottiglie, c’erano vetri… – prosegue ancora –. Abbiamo chiamato a lungo le forze dell’ordine, ma quando finalmente sono arrivate sono scappati. Ma lì ci sono le telecamere, devono aver ripreso tutto», conclude la giovane. (el.pe)
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