«Il Palasport? E’ pensato per i reggiani»
L’assessore Tutino risponde a Dalla Salda, ad della Pallacanestro Reggiana: abbiamo ascoltato tutti
REGGIO EMILIA. «L’intervento del Comune guarda a 170mila abitanti, non ad un amministratore delegato. E tutto si può dire ma non che il Comune non abbia ascoltato le proposte dei privati». Vuol fare chiarezza sulle posizioni dell’amministrazione reggiana, l’assessore all’Urbanistica Mirko Tutino, dopo la lunga intervista dell’amministratore delegato di Pallacanestro Reggiana Alessandro Dalla Salda alla Gazzetta, in cui si è toccato diverse volte il tema degli impianti. E dell’attuale progetto di sistemazione del PalaBigi. «Il Comune di Reggio in questo anno e mezzo non ha mai escluso i privati dalle discussioni», ribadisce l’assessore.
E cosa è successo nel progetto originario da 5.500 persone?
«Abbiamo ascoltato tutti ma gli imprenditori interessati hanno messo delle condizioni che per noi non erano minimamente accettabili, i soldi li avrebbe dovuti mettere tutti il Comune. Quindi, quando nessun imprenditore ha confermato l’interesse, abbiamo dato una risposta per una struttura pubblica che ha quasi 50 anni e che andava comunque sistemata, per la cittadinanza in primis».
Che intende?
«Il nostro Comune guarda a 170mila abitanti, e a loro deve dare risposte, non a un amministratore delegato o a un imprenditore. Quando non abbiamo avuto risposte abbiamo deciso di procedere noi».
Il progetto come procede?
«Lunedì lo portiamo in consiglio comunale per la variante urbanistica e la discussione su un intervento economicamente molto rilevante. Nel 2015 gli oneri di urbanizzazione incassati sono circa 3.8 milioni di euro, e il progetto è sui 2 milioni di euro. Non è certo poco».
Forse ci si era abituati diversamente?
« A inizio anni 2.000 gli oneri di urbanizzazione erano otto volte tanti, ed è chiaro che si potevano pensare altri investimenti. Faccio un esempio. Io nel 2005 ero assessore a Cavriago e là gli oneri di urbanizzazione erano di un milione all’anno. E Cavriago ha 10mila abitanti. Basta fare le proporzioni».
Torniamo al progetto. Che tempi prevedete?
«Lunedì in consiglio poi proveremo a comprimere tutti i tempi per la richiesta dei progetti. Sarà un intervento unico, progettazione e costruzione, per tagliare i tempi».
Argomento delicato quello delle costruzioni.
«E’ giusto entrare nel dibattito: noi abbiamo deciso di scegliere sempre l’opzione economicamente più vantaggiosa, non quella al massimo ribasso, proprio per questo».
Quando si potrà vedere il nuovo PalaBigi?
«Vogliamo fare in modo di essere pronti per l’estate. Puntiamo a chiudere il grosso dei lavori per settembre, forse le prime gare dovranno essere giocate altrove, ma pensiamo di fare in tempo».
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