Il tricolore per l’addio al partigiano “Iside”
Scandiano: tanta gente ai funerali di Nemesio Crotti ieri mattina a Ca’ de Caroli dove è stato sepolto
SCANDIANO. Un fiume rosso, di bandiere, fiori, fazzoletti per salutare Nemesio il ribelle. È stata una cerimonia affollatissima, quella che ieri mattina ha salutato il 90enne scandianese Nemesio Crotti, nome di battaglia “Iside”; partigiano, militante, imprenditore edile, scrittore, pittore, una delle figure di riferimento per la Scandiano del dopo-guerra. Crotti è morto giovedì a Ventoso nella casa dove per 62anni ha abitato con la moglie Vittoria Camuncoli, presente ieri assieme alla sorella di Nemesio, Atala, ai tanti parenti e a centinaia di abitanti della zona, fra cui diversi amministratori di ieri e di oggi, che in Crotti hanno avuto un “maestro”, direttamente o indirettamente. Il corteo funebre partito dall’ospedale Magati ha raggiunto la chiesa di Cà de Caroli per la cerimonia religiosa prima di raggiungere il cimitero per la sepoltura.
Una lunga marcia colorata di rosso, il rosso dei fiori, delle bandiere e anche di tanti fazzoletti al collo, così come interamente di rosso era stata addobbata la camera ardente che da venerdì ha accolto centinaia di visitatori.
Crotti, di famiglia comunista, ha iniziato a impegnarsi nell’antifascismo giovanissimo, portando in giro le copie clandestine dell’Unità, prima di andare in montagna unendosi ai partigiani e, nemmeno 20enne, diventando comandante di uno dei battaglioni operativi in montagna della 26esima brigata Garibaldi. Dopo il conflitto ha avuto ruoli dirigenziali nel PCI locali prima di trasferirsi a lungo in Sardegna, vicino a Sassari. Qui, un’altra storia tutto che normale: convinto da Francesco Cossiga, futuro presidente della Repubblica e cugino del segretario del PCI Enrico Berlinguer, Crotti fonda una cooperativa edile, la Sacea, che gestisce per una ventina d’anni sino al rientro a Ventoso. Dopo la pensione si dedica interamente all’arte, dipingendo quadri che vengono esposti in mezzo mondo, permettendo a Nemesio e Vittoria di girare fra tante città per seguire le varie mostre. Negli ultimi quindici anni decide poi di concentrarsi sulla scrittura, realizzando quattro libri, fra cui due incentrati sulla Resistenza reggiana, uno basato sull’esperienza sarda ed una propria autobiografia, pubblicata lo scorso anno.
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