«L’Anpi sempre più vicina ai giovani»
Correggio: Giuseppe Lini, 52 anni, è il nuovo presidente e promette il rinnovamento dell’associazione
CORREGGIO. Un nuovo incarico incentrato sul dialogo, un confronto tra generazioni e con le istituzioni per fare risaltare sempre più i valori della Costituzione in un territorio dove sono molto sentiti. Anzi, dove sono parte del Dna dei cittadini che lo popolano. Così, Giusppe Lini, 52 anni, consulente informatico per diverse aziende, si presenta nel suo nuovo ruolo.
Lini è stato infatti eletto da poco nuovo presidente dell’Anpi per la sezione di Correggio, una di quelle più numerose e raccoglie il testimone da Fabrizio Tavernelli, il quale rimane comunque nel direttivo dell’associazione.
Quali sono gli elementi fondanti del suo nuovo mandato, Lini?
«Inannzitutto il dialogo, perché il potere venga restituito alle persone e al popolo consapevole. A Correggio quello di presidente Anpi è un incarico importantissimo che negli anni ha sempre goduto di una strettissima collaborazione con le istituzioni, le quali hanno riconosciuto e riconoscono la grande rilevanza della nostra associazione. Poi sarà una gestione collegiale, nel senso che verranno inclusi tutti coloro che vorranno esprimere le proprie idee. Questo è un impegno politico, perché incide sulla vita sociale. Oggi, la crisi deriva dal fatto che i partiti non danno più rappresentanza ai sentimenti delle persone: qui, nel reggiano, la politica è ancora molto viva. Basti pensare che ben prima della rivoluzione russa, a Reggio sono nati i consorzi… Lei ha sempre respirato anche in famiglia i valori di libertà e di rispetto della Costituzione… Sono figlio di Nando Lini, che fu partigiano con il nome di Franco. Mio padre ci ha trasmesso la memoria, come centralità di impegno, di partecipazione rivolta ad aiutare il prossimo».
Quali saranno le sue prime azioni come presidente?
«Innanzitutto riunire il direttivo. Ricercheremo l’innovazione e questo non può prescindere dalla collaborazione con il mondo dell’altre. Sinergia che c’è sempre stata e che verrà proseguita. Basti pensare a Materiale Resistente, il 25 aprile dello scorso anno, un evento epocale, nel quale Fabrizio (Tavernelli, ndr) ha avuto un ruolo strategico. Ed anche per il futuro, lo stesso Fabrizio rimarrà un punto di riferimento nel coltivare i rapporti tra Anpi e mondo dell’arte».
Ora che i testimoni diretti degli orrori della guerra sono sempre più anziani come si può tramandare i valori della Resistenza ai giovani?
«Occorre un rapporto sempre più stretto tra Stato, che deve mettere al centro l’attenzione per il cittadino e il cittadino che deve fare la sua parte attraverso i suoi doveri; primo fra tutti, andare a votare. Oggi, abbiamo rappresentanti delle istituzioni che vengono fatti dimettere da persone che non sono nemmeno nelle istituzioni. Siamo lontani dall’attuazione della Costituzione. Occorre sollecitare sempre più il fare politica delle istituzioni».
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