Tutti pronti a “salvare” la storia delle Reggiane
REGGIO EMILIA. Il padiglione più ad Est delle ex Officine Meccaniche Reggiane, dal quale uscivano gli aerei per i primi collaudi in pista, potrebbe diventare, in caso di maltempo, il luogo in cui...
REGGIO EMILIA. Il padiglione più ad Est delle ex Officine Meccaniche Reggiane, dal quale uscivano gli aerei per i primi collaudi in pista, potrebbe diventare, in caso di maltempo, il luogo in cui accogliere spettacoli programmati al Campovolo. E' una delle curiosità emerse nella serata che il Rotary di Reggio ha dedicato allo storico quartiere cittadino che si cerca di recuperare all'uso. L'incontro ha consentito di rivivere la storia e valutate le prospettive di utilizzo dell'antico complesso industriale sorto nel 1904. L'analisi, aperta dal presidente Riccardo Zucco e coordinata da Leopoldo Barbieri Manodori, è stata inizialmente caratterizzata dalle annotazioni del professor Luigi Grasselli, docente di Unimore, che ha ricostruito le vicende che hanno consentito alla primitiva officina di produrre apparati meccanici sempre più complessi per l'impiego nel settore ferroviario oltre che nell'attività alimentare fino ad arrivare alla costruzione di velivoli. Tutto è documentato nell'archivio informatico che potrà essere ulteriormente arricchito dal materiale cartaceo salvato da Luciano Fantuzzi, ultimo proprietario del monumentale complesso. Interessanti anche le testimonianze personali portate dallo stesso Fantuzzi oltre che da Gianni Degola e Stefano Ovi che hanno raccontato di macchine e studi nati nei capannoni di via Agosti ed ora sono sparsi in mezzo mondo.
Che fine faranno quei reperti e soprattutto come verranno utilizzate quelle strutture?
A questo tema hanno portato utili contributi il pro rettore Riccardo Ferretti, che ha attribuito alle Reggiane il merito di aver dato origine alla “sapienza reggiana del saper fare" e quindi la loro giusta destinazione a laboratori della conoscenza. Il collega Mauro Dell'Amico ha suggerito a tale proposito di creare più facili collegamenti fra il Tecnopolo e il campus di San Lazzaro. Decisamente originale infine l'apporto del giornalista e scrittore di origine reggiana Alberto Guarnieri che le Reggiane le sta raccontando in modo a dir poco singolare, attraverso un fumetto - era presente anche il disegnatore Leonardo Grassi - che sarà fra breve tempo in libreria.
Ribadita intanto la disponibilità di Iren a collaborare con Unimore, Comune, Polo archivistico, Istoreco, Panizzi e Sovintendenza ai beni culturali, per salvare la storia e la vita delle Reggiane. Da non trascurare infine l'interessamento di Luciano Ligabue.
Dunque un tuffo nel passato per un salto nel futuro. (l.v.)
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