Caso Sergio, la procura di Reggio Emilia apre un'inchiesta
Il procuratore Grandinetti apre un fascicolo sull’abitazione in cui vive il sindaco Vecchi: «Acquisirò i documenti sulla palazzina di Masone»
REGGIO EMILIA. «Voglio capire cosa è successo». La Procura si muove. E comincia ad indagare sul caso Sergio, ex dirigente del servizio pianificazione del Comune e moglie del sindaco, Luca Vecchi, che nel 2012 ha acquistato a Masone una casa dalla M&F General Service srl di Francesco Macrì, l’imprenditore cutrese che all’alba del 28 gennaio 2015 finirà nel blitz dell’operazione Aemilia.
Una vicenda che da giorni ha scatenato una bufera politica, sulla quale il procuratore capo, Giorgio Grandinetti, ha deciso di aprire un fascicolo modello 45: un fascicolo senza notizie di reato, con lo scopo di dare il via ad una fase di accertamenti preliminari. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12880096:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12880096:1649487748/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Voglio capire se c’è qualche elemento di interesse penale», afferma Grandinetti, specificando tuttavia che per il momento «c’è solo un caso giornalistico»: «Devo capire cosa è successo. Si tratta di un atto dovuto», aggiunge. Obiettivo della Procura reggiana è proprio quello di passare al setaccio tutto ciò che riguarda la palazzina di Masone, al centro dell’operazione di compravendita finita da giorni nell’occhio del ciclone: una casa acquistata al grezzo con atto notarile firmato il 17 maggio 2012, quando Maria Sergio era ancora dirigente in municipio e il sindaco, Luca Vecchi, rivestiva il ruolo di capogruppo Pd in consiglio.
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Proprio nelle vesti di dirigente la Sergio è stata inoltre ascoltata circa due anni fa dalla Dda di Bologna come persone informata sui fatti per l’operazione Aemilia. Un caso sul quale lo stesso Vecchi ha già relazionato in sala Tricolore lo scorso 25 gennaio, difendendosi da ogni accusa e rivendicando la correttezza del comportamento suo e di sua moglie. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12880095:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12880095:1649487748/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Parole che tuttavia non hanno placato gli animi delle opposizioni, che invece sono subito ripartite all’attacco, cominciando un battaglia a suon di accessi agli atti per far luce sui rapporti tra l’amministrazione e le società di Macrì. E chiedendo al sindaco di mostrare pubblicamente tutta la documentazione relativa all’immobile e alla sua ristrutturazione.
Documenti che ora finiscono anche nel mirino della Procura, con lo scopo di ricostruire tutti i passaggi che hanno visto protagonista la palazzina di Masone. «Raccoglieremo la documentazione e le informazioni preliminari necessarie – conclude il procuratore capo Grandinetti – non c’è al momento un programma investigativo. Ma vogliamo capire di più su quella casa: di chi è stata, in che anno è stata costruita. Darò l’incarico di acquisire elementi per capire e ricostruire l’intera vicenda».
Il fascicolo è di tipo conoscitivo e rientra nel registro degli atti non costituenti notizia di reato. Nell’eventualità in cui le indagini portassero ad evidenziare un reato, la prassi prevede l’apertura di un nuovo fascicolo, modello 44 o modello 25, a seconda che la notizia di reato sia a carico rispettivamente di persone ignote o note.
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