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Fiere: l’Ornitologica trasloca e abbandona Mancasale

di Roberto Fontanili
Fiere: l’Ornitologica trasloca e abbandona Mancasale

Reggio Emilia, dopo il Salone del Cavallo anche la manifestazione storica getta la spugna. Banfi: «Non possiamo tenere bloccato il calendario»

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REGGIO EMILIA. Anche l’Esposizione Ornitologica internazionale, da sempre una delle manifestazioni di maggior richiamo del calendario fieristico reggiano, con il 2017 abbandonerà definitivamente Mancasale. Così come ha già fatto il Salone del Cavallo, da quest’anno emigrato a Cremona, e come stanno pensando di fare le poche altre manifestazioni rimaste e da anni patrimonio di Fiere Reggio.

Quelle che per il 2016 hanno scelto di resistere e restare ancora nella nostra città sono la Mostra internazionale canina, Camer, Cambi&Scambi, Mostra mercato del Fumetto e le iniziative collegate, Usatissimo, la Mostra Regionale Bovini da latte e Immagina (che però è gestita da un’azienda privata). Tutti ormai sul punto di andarsene, seppur controvoglia, definitivamente.

Anche perché la società che gestisce attualmente le Fiere per decisione del Tribunale di Reggio (davanti al quale è avvia una procedura di liquidazione) potrà funzionare solo fino al termine di quest’anno. «Dal 2017 vedremo cosa accadrà» commenta Enrico Banfi anticipando che anche l’Ornitologica e le altre manifestazioni collegate, hanno già dovuto scegliere di fare i bagagli. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.10352887:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2014/11/21/fotogalleria/appassionati-da-tutta-europa-alla-fiera-ornitologica-di-reggio-1.10352887]]

«Abbiamo deciso una settimana fa che per il 2017 lavoreremo lontano da Reggio. E le alternative in regione e fuori regione, non mancano. E’ impossibile lavorare in questa situazione di incertezza». Per Enrico Banfi, che oltre ad essere il presidente della Società ornitologa reggiana è anche il consulente della società di gestione che si occupa della programmazione fieristica. si è arrivati al punto di non ritorno. «Quest’anno andremo avanti - aggiunge - ma per il 2017 dovremo trovare altre soluzioni, non possiamo più tener bloccato il calendario internazionale delle manifestazioni del settore. Riprenderemo i contatti con altri quartieri fieristici anche perché l’Emilia Romagna in questi anni ha perso molti treni».

Il riferimento di Banfi è al progetto di fusione che l’assessore regionale alle Attività Produttive Palma Costi sta portando avanti e che prevede un’aggregazione e la nascita di una società unica. Un progetto che prevede in regione solo tre poli fieristici: Bologna, Parma e Rimini. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12480058:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/20/fotogalleria/fiera-a-colori-con-l-esposizione-ornitologica-internazionale-1.12480058]]

Una scelta che Enrico Banfi, da sempre sostenitore del polo fieristico Reggiano, non condivide sperando che dal Comune di Reggio e da Camera di commercio arrivino segnali per un salvataggio in extremis dell’area di Mancasale. «Avere una Fiera - conclude - non significa solo ospitare manifestazioni, ma anche tutta l’attività convegnistica. E che Reggio non disponga a ridosso della stazione Mediopadana di uno spazio adeguato per convegni e manifestazioni, lo considero un suicidio».

Ma ormai la strada pare segnata. Dei quattro bandi regionali da 17 milioni euro che la Regione ha finanziato per sostenere i processi di internazionalizzazione e quindi anche per le fiere internazionali (come Eima per Bologna e Cibus per Parma), Reggio non ne vedrà nemmeno l’ombra.

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