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Il “popolo nomade” abbraccia Beppe e la sua storica band

di Vittorio Ariosi
Il “popolo nomade” abbraccia Beppe e la sua storica band

Novellara: più di 500 persone a pranzo nella palestra di San Giovanni. Una grande festa in attesa del 24esimo Nomadincontro

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NOVELLARA. I delegati di un centinaio di Nomadi Fan Club provenienti da tutte le regioni d’Italia, dal Trentino alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, ieri si sono dati appuntamento nella palestra di San Giovanni di Novellara per il tradizionale pranzo annuale; equivalente a un’assemblea plenaria dei rappresentanti del “popolo nomade”. Che segna formalmente l’inizio della nuova stagione, anche se di fatto la sempre lunghissima serie di concerti della più longeva fra le band italiane è di fatto già iniziata; quest’anno in teatro, a Firenze (il 27 gennaio), a Bologna (il 29) e alla Spezia (sabato).

Si tratta del primo dei quattro appuntamenti annuali fissi dei fans dei Nomadi. Gli altri tre sono: il Nomadincontro-Tributo ad Augusto, ancora a Novellara il 20 e 21 febbraio; il Raduno Nomadi fan club a Casalromano (Mantova), in maggio; il Raduno estivo dei Nomadi fan club a Castagnole delle Lanze (Asti) in agosto.

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Un “popolo” che si ritrova insieme da decenni, composto da migliaia di uomini e donne di tre generazioni diverse, accomunati non solo dalla passione per le canzoni di un gruppo musicale capace di rinnovarsi senza tradire le proprie radici e i propri valori di riferimento, ma anche dal sentirsi parte integrante del loro mondo; come a dire: il settimo componente del gruppo.

A San Giovanni la palestra era gremita di tavoli, con oltre 500 commensali. A gestire la cucina e il servizio in sala, una cinquantina di volontari di San Giovanni e Santa Maria; con un menù sfizioso ed emiliano; con i tavoli degli ospiti sistemati ai lati del palco rialzato occupato dai sei componenti della band. Dopo il caffè, presentati da Marco Barbieri, il presentatore “storico” dei Nomadi, sono intervenute diverse figure rappresentative del mondo dei Nomadi. Beppe Caletti ha parlato prima degli aspetti salienti della stagione appena iniziata, poi del prossimo Nomadincontro; come sempre senza rivelare a chi verranno assegnati il “Tributo ad Agusto” e il Tributo a Dante”, ne chi sarà nominato “Nomade dell’anno”. Rosanna Fantuzzi, presidente dell’associazione “Augusto per la vita”, ha parlato dei fondi raccolti dall’associazione per l'assegnazione di borse di studio alla ricerca sul cancro.

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Una rappresentante dell’associazione “Crescerai” ha parlato della scuola e della mensa scolastica realizzate da poco, con il contributo dei Nomadi e dei loro fans, nel villaggio di Fanara/Vohitamboro, nella foresta pluviale del Madagascar.

L’avvocato Scarpati ha ricordato le cose realizzate in altre parti del mondo con la collaborazione dei Nomadi. Alla sindaca di Novellara Elena Carletti il compito di dare il benvenuto ai convenuti. Poi, nell’abituale scambio di opinioni e di messaggi fra i componenti della band e i loro fans, si è discusso di partecipazione alle trasmissioni televisive, di polemiche su Facebook, di viaggi ad Auschwitz. Fra richieste di autografi, battute, saluti, scambi di doni, abbracci e promesse di arrivederci, ancora a Novellara, per l’edizione 2016 del Nomadincontro.

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Ma per Beppe Carletti e per il bassista Massimo Vecchi la giornata novellarese non era finita. Li attendeva nel teatro della Rocca l’entusiasmante partecipazione al primo concerto del tour italiano del mitico batterista inglese Clive Bunker, fondatore, con Jan Anderson, dei Jethro Tull. Poi, per Beppe e i suoi, poche ore di riposo e la partenza per continuare la lunga sequenza di appuntamenti già calendariati; quest’anno non solo in Italia, ma anche in Svizzera e in Germania; con una media di due la settimana. Dopo 52 anni, nessun gruppo o cantante italiano può vantare una così intensa stagione di concerti, per un pubblico complessivo di molte centinaia di migliaia di spettatori ogni anno.

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