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«Quelle ragazze mi picchiavano perché non porto il velo»

«Quelle ragazze mi picchiavano perché non porto il velo»

Casina: Aurora Belhamra, italo-marocchina, ha raccontato la sua storia drammatica in tv. Interviene il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: “E poi i razzisti sarebbero gli italiani”

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CASINA. E’ passato quasi un anno e mezzo da quell’episodio, che fece molto rumore in montagna e di cui si discusse anche a livello nazionale, ma torna a far discutere l’aggressione ad Aurora Belhamra. Nel 2014 la ragazza, allora 19enne, fu aggredita all’uscita da scuola da tre ragazze marocchine: lei, nata da padre marocchino e mamma italiana, a loro giudizio non era “una buona musulmana” perché conduceva uno stile di vita troppo occidentale.

A riportare l’episodio al centro dell’attenzione è stato il fatto che Aurora stessa, che all’epoca non aveva trovato la forza di parlare di quanto le era successo (alla Gazzetta i fatti erano stati raccontati dalla madre, Monja), ora quella forza l’ha trovata. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10212684:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2014/10/30/news/non-sei-musulmana-picchiata-da-tre-ragazze-1.10212684]]

A un anno e mezzo dai fatti, Aurora ha concesso alcune interviste, in particolare alla trasmissione di La7 “La Gabbia”, condotta da Gianluigi Paragone, che ha trasmesso un servizio di circa sei minuti in cui Aurora racconta quell’episodio e le sue conseguenze.

I fatti sono quelli che la Gazzetta pubblicò nell’ottobre 2014: le offese iniziali, poi la richiesta con una scusa di scendere dall’autobus scolastico, al terminal di Castelnovo Monti, e il pestaggio: «Mi tiravano i capelli – ha raccontato Aurora – mi picchiavano con le borsette, mi davano pugni e calci». Poi un passante che ferma l’aggressione, il pronto soccorso, quindici giorni di prognosi e il collare per un mese. «Le tre ragazze mi davano già da tempo della prostituta – ha raccontato Aurora a La Gabbia – perché non porto il velo, esco con i ragazzi, sono impura secondo loro».

Al centro delle critiche in particolare c’era la sua famiglia, il papà marocchino e la mamma italiana, per lei motivo di orgoglio e di ricchezza, come ripete costantemente, ma per le tre ragazze marocchine che l’hanno aggredita un imperdonabile “peccato”.

«La religione per loro è stata un pretesto per aggredirmi», ha spiegato Aurora. L’inviata de La7 ha anche cercato le ragazze protagoniste dell’aggressione, il cui volto in trasmissione è stato celato. Una di loro si è limitata a riportare che avevano già risposto ai carabinieri.

Alla fine Aurora ha comunque spiegato che non frequenta più l’Istituto superiore di Castelnovo Monti al mattino, ma ha preferito iscriversi ai corsi serali. Le tre ragazze all’epoca dei fatti erano state rapidamente individuate, e denunciate per i reati di lesioni personali, ingiurie e minacce: dopo l’aggressione si erano anche vantate di quello che avevano fatto su Facebook.

Reggio Emilia, bullizzata, minacciata e mandata all'ospedale dalle coetanee marocchine perché non porta il VELO. La considerano "impura, mezzo sangue"... E poi i razzisti sarebbero gli italiani...

Pubblicato da Matteo Salvini su Domenica 31 gennaio 2016

E il video dell’intervista di Aurora è stato molto rilanciato sui social, anche dalla pagina ufficiale del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che ha scritto: «Bullizzata, minacciata e mandata all'ospedale dalle coetanee marocchine perché non porta il velo. La considerano “impura, mezzo sangue”. E poi i razzisti sarebbero gli italiani».

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