“Rubano” l’energia elettrica, va a fuoco il casolare
Casalgrande: incendio in un edificio abbandonato nell’ex cava di argilla dovuto a un cortocircuito provocato da un cavo “volante”
CASALGRANDE. Un vecchio casolare, forse usato come rifugio di fortuna, devastato dalle fiamme probabilmente causate da un collegamento elettrico “fatto a mano”. Nel primo pomeriggio di ieri un incendio ha provocato forti danni all’edificio industriale appena fuori Veggia, lungo il tracciato dell’ex statale che porta a Ca’ de Fii, Tressano e poi Castellarano, un tempo utilizzato dalla cava di argilla ormai chiusa che si trovava proprio dietro alla statale.
La costruzione è ufficialmente abbandonata e disabitata, ma viene usato come riparo da alcune persone senza fissa dimora, che quantomeno possono contare su un tetto e su muri ancora abbastanza solidi per proteggersi dal freddo e dal vento e per cucinare qualcosa su un fuoco senza grandi problemi. E da qui partiranno le indagini per capire cosa sia successo e cosa abbia provocato il rogo; l’ipotesi più forte, al momento, è che qualcuno degli abitanti occasionali abbia creato un collegamento elettrico prendendo la corrente dai cavi dell’Enel che passano a poca distanza, tirando dei fili sin dentro l’edificio grazie a un allacciamento improvvisato.
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Proprio questo cavo avrebbe generato delle scintille, forse per un sovraccarico o per un cortocircuito causato dal collegamento di fortuna. Da lì le fiamme si sarebbero poi allargate alle stanze, dove ci sono diversi infissi in legno diventati un carburante per alimentare il rogo. Quando i soccorsi hanno raggiunto il casolare non hanno trovato nessuna persona, anche se questo non vuole dire molto.
Se gli occupanti sono senza fissa dimora e magari senza permesso di soggiorno, la loro prima preoccupazione è stata quella di allontanarsi per evitare controlli delle forze dell’ordine e rischiare provvedimenti di espulsione o segnalazioni assortite. Di certezze assolute per ora non ve ne sono, ma tutti i rilievi fatti portano in questa direzione. L’incendio è partito nel primo pomeriggio, le fiamme sono state notate bene da chi passava da Veggia e ha chiamato il 118. Sul posto sono arrivate due autobotti dei vigili del fuoco, uno dal comando di Sassuolo e uno da quello di Reggio Emilia, assieme agli agenti della polizia municipale dell’Unione Tresinaro Secchia e ai carabinieri di Castellarano. Dopo aver spento le fiamme, i pompieri hanno ispezionato la zona, come detto disabitata, e dopo aver trovato i resti di un cavo bruciacchiato si è deciso di convocare un tecnico dell’Enel perché potesse fornire il suo parere su cosa fosse accaduto.
A partire appunto dall’allacciamento artigianale che qualcuno avrebbe potuto fare partendo dai fili della corrente che servono l’area a fianco del corso del Secchia, da Veggia sino a Tressano. (adr.ar.)
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